Albina Scotti, la figlia Giuditta Rolla, il vice sindaco dell'epoca e il presidente della Pro Loco di Magenta

È una storia triste quella che arriva da Magenta, ma anche carica di valori. L’attaccamento alla vita e l’amore tra una madre e una figlia, sono questi i principi cardine che hanno mandato avanti le esistenze di Albina Scotti e Giuditta Rolla. Le due donne, 106 anni la madre e 80 la figlia, sono morte a distanza di poco tempo l’una dall’altra.

La città di Magenta in lutto per le due donne

A Magenta, in provincia di Milano, vivevano due donne molto apprezzate e stimate dalla comunità. Una era l’ultracentenaria, 106 anni, Albina Scotti, e l’altra era sua figlia Giuditta Rolla, 80 anni.

All’inizio di agosto era sopraggiunta la morte per la signora Albina e, nemmeno 15 giorni dopo, la figlia, che era gravemente malata, l’ha seguita. A darne la triste notizia è stato Pietro Pierrettori, presidente della Pro Loco della città lombarda in cui vivevano madre e figlia. In un lungo post su Facebook, Pierrettori ha scritto: “Tristezza infinita. Non sono trascorsi neppure una quindicina di giorni e la ‘decana’ dei Magentini, Albina Scotti di 106 anni, è stata raggiunta dalla figlia, Giuditta Rolla“. E, ricordando il momento in cui ha conosciuto le due donne, ha aggiunto: “Abbiamo avuto il piacere di conoscere queste due donne durante gli auguri di Natale che la Pro Loco tradizionalmente porta ai Magentini più longevi, con Sindaco e Parroco“.

Una centenaria tenace e attaccata alla vita

Albina Scotti era una donna tenace, piena di grinta ed energia. A 106 anni era ancora in grado di fare un sacco di cose, come ha spiegato il presidente della Pro Loco di Magenta: “Ci siamo visti per quattro Natali e Albina ci incantava con la grinta di chi, a 106 anni, leggeva senza occhiali, cuciva a macchina con la Singer (a pedali) portata in dote“. Pierrettori ha raccontato di quell’unica cosa a cui teneva e che non riusciva più a gestire: “Comandava a bacchetta la figlia, sorvegliandola dalla finestra, su come doveva svolgere i lavori nell’orto (quelli non riusciva più a farli)“.

Inoltre: “Sosteneva, con orgoglio, che i medici dovevano starsene lontani da quella casa. Mai erano entrati e mai sarebbero entrati. Solo la morte era contemplata.. ‘La mort l’è in sül tecc, la guarda no ne’ giuin ne’ vecc..!’ (la morte aspetta sul tetto senza badare all’età del chiamato)“.

Madre e figlia erano molto legate: “Alle battute che la mamma ci faceva a getto continuo, la figlia sorrideva con uno sguardo dolce e carico di amore. Al di là degli auguri, erano gustosi siparietti di saggezza popolare, di buon dialetto e grande stimolo per la vita“, si legge ancora nel post su Facebook.

Una figlia amorevole

Infine, Pietro Pierrettori ha voluto dedicare un pensiero affettuoso anche a Giuditta Rolla: “Quando ho saputo della malattia di Giuditta, ho provato un moto di ribellione verso la vita che, beffardamente, aveva portato una madre ben oltre il secolo per rischiare di privarla della figlia, che l’aveva accudita e custodita“. E ancora: “Ma forse qualcuno ha accolto le preghiere e i timori di Giuditta. Confidava a Don Giuseppe, che l’ha accompagnata nell’ultimo viaggio, di sperare che la mamma morisse prima di lei. No, non per egoismo, ma per non darle un così grande dolore, andandosene per prima“. Alla morte della signora Albina tutta la comunità ha fatto in modo che, “dal suo letto, ascoltasse via radio, il funerale della mamma” ha rivelato il presidente della Pro Loco. E, in conclusione ha scritto: “Come ha ricordato il Prevosto, stamattina, durante il funerale, Giuditta, a quel punto, serenamente, si è lasciata andare. Le ringrazio di averle incontrate nella vita, e le ricorderò“.

Immagine in evidenza: La signora Albina Scotti, la figlia Giuditta Rolla, Paolo Razzano, all’epoca della foto vice sindaco, e Pietro Pierrettori, il presidente della Pro Loco. Nell’immagine la tradizionale consegna dei panettoni per Natale. Fonte: Pietro Pierrettori/Facebook