evelyn hernandez

Arriva un po’ di pace per Evelyn Beatriz Hernández Cruz. All’età di 19 anni, la ragazza era stata condannata a una pena di 30 anni di reclusione con l’accusa di omicidio aggravato.

La sua colpa? Aver gettato nel bagno un feto privo di vita, a seguito di un aborto spontaneo

Il feto, frutto di uno stupro di gruppo, era nato già morto

La vicenda, avvenuta a El Salvador, è però piuttosto complessa, a partire dal fatto che Evelyn Hernández era rimasta incinta – sebbene non ne fosse a conoscenza – a seguito di uno stupro di gruppo, avvenuto diversi mesi prima.

 

Il 6 aprile 2016, la ragazza si trovava a scuola, quando aveva iniziato a sentire dei forti dolori al ventre. Subito dopo, aveva dato alla luce un feto già morto, che, poi, aveva gettato nel bagno. In seguito, con l’aiuto della mamma, era stata ricoverata in ospedale, ma la direzione ostetrica aveva fatto intervenire le autorità locali. 

A causa delle severissime leggi sull’aborto in vigore a El Salvador, la giovane era stata condannata a una pena pari a 30 anni di reclusione con l’accusa di omicidio aggravato. 

È stata assolta

Nel 2018, però, una sentenza di secondo grado ha annullato la condanna e ha ordinato un nuovo processo, che si è concluso nella giornata di ieri, lunedì 19 agosto 2019.

Dopo 33 mesi di carcere Evelyn Beatriz Hernández Cruz è stata dichiarata innocente ed è stata, dunque, assolta da tutte le accuse. 

La ragazza, visibilmente emozionata, ha dichiarato di aver intenzione di riprendere gli studi. La sua avvocatessa, il legale Bertha Maria Deleon, ha evidenziato come ci siano ancora tantissimi casi simili a quelli della sua assistita. Infatti, le leggi di El Salvador prevedono che l’interruzione della gravidanza sia illegale e vietata in qualsiasi caso, compreso se la donna è stata vittima di violenza sessuale o si trova in gravi condizioni di salute.