Remo Girone Rai Play

Remo Girone è una persona molto riservata alla quale non piace raccontarsi e aprirsi più di tanto. In un’intervista con Pierluigi Diaco, però, ha ammesso di aver avuto un problema molto serio nella sua vita. Ha passato diversi anni afflitto da una forma di depressione che poi è riuscito a superare anche grazie a sua moglie.

Remo Girone a Io e Te

Ultima puntata della settimana di Io e Te, il programma condotto da Pierluigi Diaco. Ospite in studio c’è Remo Girone, che è stato introdotto dal presentatore con queste parole: “Una persona per bene, un attore incredibile, una persona molto riservata che fa parte dell’iconografia del teatro e del cinema italiano“.

L’attore è nato ad Asmara, in Eritrea, dove ha trascorso i primi anni della sua vita. Poi si è trasferito a Roma abbandonando l’università per la recitazione, soprattutto per il teatro classico. Anche se è stata la sua carriera cinematografica e televisiva a farlo conoscere al grande pubblico. La conversazione in trasmissione è iniziata parlando della contraddizione che spesso coabita negli attori tra i ruoli da impersonare e il proprio carattere personale.

Girone ha risposto: “Io penso che non si possa essere un bravo attore se non si fa ricorso alle esperienze della propria vita. Sei tanto più bravo quanto più riesci a essere credibile perché mette un po’ dell’esperienza della tua vita nei personaggi che fai“.

La rivelazione sulla depressione

Una discussione seria sin dalle prime battute, che ha toccato anche argomenti molto personali come la depressione. E, in questo caso, il giornalista ha introdotto la domanda, facendo a sua volta un’ammissione: “Molti si vergognano a dire di soffrire di una patologia che si chiama depressione, io l’ho curata con l’analisi, collettiva, individuale.

Ho guardato in faccia l’animale che c’è in me, come direbbe Battiato. Hai attraversato momenti del genere?“. L’attore, senza troppa esitazione, ha raccontato della prima volta che ha provato questo disturbo. Doveva interpretare un grossissimo ruolo al teatro ma il regista gli disse: “Lascia perdere questo personaggio perché non ce la fai a farlo“. “In quel momento lì ho avuto una fortissima depressione. Poi sono stato aiutato, ho fatto delle cure in una clinica, ho fatto anni di psicanalisi con pochissimi risultati.

Mi tornava di tanto in tanto“, ha ammesso Girone.

Ha continuato con il racconto: “L’ultima volta che ho avuto questa forma di depressione è stato a Firenze. Quando tu credi che quello è veramente il tuo mestiere, nel momento in cui ti dicono ‘non ce la fai a fare questa cosa’, allora ti dici ‘ho sbagliato tutto nella mia vita’. Ma da queste esperienze impari“.

L’incontro con Mario Tobino

Qualcosa, o per meglio dire qualcuno, è riuscito a farlo risollevare. La moglie, l’attrice argentina Victoria Zinny, con la quale è sposato dal 1982, lo convinse ad andare a trovare una persona.

Gli disse che vicino Firenze, a Fiesole, abitava Mario Tobino, psichiatra e direttore di manicomi prima che chiudessero. Così lo incontrarono e lui, nel corso di una discussione, disse a Girone che non aveva nessuna patologia. “Pigliavo degli psicofarmaci che all’epoca non erano come quelli di oggi, erano molto più pesanti“, ha ammesso l’attore davanti a Diaco. Tobino gli consigliò di andare dal suo medico e farsi fare delle flebo disintossicanti perché lui non era malato. Da lì in poi “ho smesso di prendere psicofarmaci, ho smesso di andare dal neurologo.

Subito dopo è arrivata La Piovra, da allora non ho più avuto queste forme di depressione“, ha concluso Remo Girone constatando quanto il merito fosse stato soprattutto della moglie.
Gianluigi Diaco allora lo ha ringraziato per aver condiviso un momento così intimo dell’esistenza, perché le persone hanno paura di ammettere che stanno male. E ha detto: “La depressione è una patologia e va curata con l’amore e con la medicina“.

Immagine in evidenza: Remo Girone ospite del programma condotto da Pierluigi Diaco, Io e Te. Fonte: Rai Play