bimbo di spalle su altalena

Ennesima storia di violenza domestica con protagonista un carnefice, un uomo di 30 anni, e tre vittime, un bambino di 7 anni, la sua mamma di 30 e la sorellina di due. La vittima preferita dell’uomo però era il bambino, figlio solo della campagna era vittima di violenze verbali e fisiche costanti. 

Costretto a ripetere 100 volte: “Sono stupido”

Una terribile storia che arriva da Torino, a riportarla il Corriere della Sera. Il bimbo era l’oggetto costante delle vessazioni dell’uomo, tra i tanti atti di violenza subiti ce n’era uno che ricorreva spesso.

Il piccolo era costretto a ripetere fino alla nausea la fraseSono uno stupido”, arrivava a ripeterla anche fino a 100 volte consecutive facendo entrare quell’idea in lui, radicandola al punto da ripeterla tra se e se anche anche quando non era costretto dal patrigno. 

Questo non era l’unico episodio di violenza subito dal bambino, tra questi c’erano anche altre vessazioni verbali con frasi come “Non sei capace di fare nulla. Sei un bastardo incapace” e fisiche, come le docce fatte con un tubo d’acqua gelida con l’uomo che teneva fermo il piccolo usando tutta la sua forza, lasciandogli lividi sul corpo.

L’uomo era violento anche con la donna

La coppia composta da due cittadini italiani era residente in una casa popolare in zona Barriera di Milano a Torino. L’uomo, stando a quanto ricostruito dalle indagini della Squadra Mobile era solito inveire contro di lei, a volte anche picchiandola. Spesso ha pronunciato frasi come “Ti auguro la morte, tanto deperisci facilmente, arriverai a suicidarti” oppure “Ti butto addosso l’acido e così fai la fine delle donne che vanno in tv dalla D’Urso”.

Queste in particolare le frasi udite dagli agenti al momento in cui sono intervenuti nell’abitazione.

La denuncia dalla nonna

A far scattare l’allarme è stata la denuncia della nonna del bambino dopo una telefonata con la figlia durante la quale lei gli ha raccontato tutto. La giovane donna era totalmente paralizzata dal terrore, aveva paura che potesse accadere qualcosa di peggiore delle percosse e così non ha mai osato denunciare le violenze. 

Anche il piccolo aveva paura di raccontare quanto subiva, temeva che quell’orco potesse ucciderlo.

Ora l’uomo è stato arrestato.