loretta goggi

Loretta Goggi si è concessa una lunga intervista al Corriere della Sera, dove ha raccontato tutte le difficoltà che una donna di spettacolo degli anni ’60 doveva affrontare. Dal maschilismo televisivo, a quella che volta che si sentì offesa da Mike Bongiorno.

Ha dovuto lottare molto per emergere e farsi apprezzare professionalmente. Eppure in amore ha preferito adottare un tono meno autoritario, più dimesso e accondiscendente. Lo ha fatto per l’uomo che ha avuto accanto fino alla fine, Gianni Brezza.

Una tv maschilista

La Goggi già in tenera età sapeva cantare, ballare ed imitare.

La sua Mina è diventata famosa quanto la Tigre di Cremona stessa. Eppure in tv, come conduttrice ha dovuto scontrarsi con un universo maschilista. Quando co-conduceva il suo nome veniva sempre secondo: “La conduzione e il primo nome erano dell’uomo: conducono Baudo e Goggi; Bongiorno e Goggi“. Non erano i colleghi, era proprio la tv ad essere concepita così, spiega l’artista. Di tutti i suoi colleghi, l’unico di cui ha un ricordo da galantuomo è Alighiero Noschese.Il primo e unico uomo con cui ho diviso un programma 50 e 50 senza gelosie.

Era un signore: in quel 1973 di austerity in cui facevamo Formula Due e non sempre si poteva circolare, lui aveva l’auto Rai e io no e passava a prendermi a casa” racconta al Corriere.

Mentre ben altro ricordo ha delle collaborazioni con Bongiorno, che nel 2007 a Miss Italia l’annunciò con ben un quarto d’ora di ritardo. Erano altri tempi, la Goggi era già un’icona ed una professionista indiscussa, e lo rimproverò in diretta. “Per rispetto alla sua memoria, dirò solo che conservo una lettera della Rai che dice che non ero valletta, ma coconduttrice.

Stimavo Mike, ma mi sono sentita offesa come professionista e donna“.

La rivincita

Fu proprio per questo modo di concepire la tv che la Goggi decise di lasciare la Rai. “Un dirigente mi aveva detto: una donna non può gestire un programma da sola. Me ne andai a Canale 5 e, nel 1981, fui la prima col cognome nel titolo di una trasmissione: Hello Goggi“.

Alla fine viale Mazzini non solo la rivolle, ma fece lo stesso affidandole due programmi personali: Loretta Goggi il quiz e Ieri Goggi e Domani.

È stata una mia piccola vittoria“.

Un amore da geisha

Se nel lavoro è stata una vera leonessa, in amore Loretta è stata certamente più remissiva. “Gianni era un uomo al quale era impossibile dire no. Era stato quattro anni in Marina ed era militaresco anche nei rapporti con le persone” spiega la Goggi. Così “Fuori casa, ero piena di responsabilità, a casa, era riposante affidarmi a lui ed essere la sua geisha. Certo, non sempre ero propensa a prendere ordini e le liti erano quasi giornaliere. Ognuno aveva la propria valigia pronta sul soppalco”.

Lui è stato probabilmente l’unico uomo a cui Loretta ha concesso un piglio possessivo e geloso. “Gli ultimi anni, voleva che usassi solo tailleur pantalone. Se ero in tournée senza di lui, dovevo chiamarlo appena finivo, quando salivo in taxi e scendevo dal taxi. E dovevo cenare da sola in camera”.

Il tormento dei primi tempi

L’amore scattò tra le quinte di Fantastico, quello che forse è il varietà più popolare di tutti i tempi. “Per i balletti de Il Grande Gatsby, il Dottor Zivago, Anonimo Veneziano, serviva un ballerino e coreografo prorompente, capace di guidarmi, ovvero Brezza, che però a 41 anni, ormai, faceva lo skipper per i mari.

Non voleva venire, lo convincono. Arriva e chiede: chi è la squinzia che devo far ballare?“.

Ma lui era sposato e aveva 3 figli. Così la passione, i primi tempi, è bruciata tra tormenti e sensi di colpa. “Abbiamo sofferto tanto, perché non volevamo distruggere una famiglia o io dare un dispiacere ai miei. Dopo, non abbiamo avuto figli per aspettare che i suoi crescessero e, poi, non ne sono arrivati“.

La scomparsa di Gianni

La cosa che più colpì Loretta in Gianni era il senso di sicurezza che riusciva a trasmetterle.

La sensazione che sulla sua spalla potevo poggiare la testa. I coetanei non avevano quella forza con una donna ingombrante come me. A 29 anni, fu il primo amore da non capire più niente“.

L’atteggiamento possessivo? “Mi piaceva” confessa Loretta. “A me non è mai venuto in mente di andare con un’amica al cinema o a fare shopping. Ero passata da vivere con papà a vivere con Gianni. Non avevo mai saputo se mi piacesse alzarmi presto o tardi o cosa mi sarebbe piaciuto fare senza chiedere all’uomo che avevo vicino“.

Poi con la scomparsa di lui tutto è cambiato: “Da vedova ho dovuto riscoprirmi“. La sua morte è stata devastante. “Siamo rimasti insieme, vicini e basta, mano nella mano. Il giorno prima, mi ha chiesto: Goggi ma quanto mi ami? E io: manco te l’immagini. Dopo, per mesi, non mi è importato di mangiare, dormire, lavorare“.