Tafida Raqeeb. Fonte: Raccolta fondi Save Tafida su Go Fund Me

Tafida Raqeeb ha una storia simile a quella di Alfie Evans o di Charlie Gard: i medici di Londra vogliono sospenderle i trattamenti vitali. Al caso, stavolta, si aggiungerebbe anche il tassello della religione. I genitori della piccola di 5 anni, infatti, sono musulmani e per loro staccare la spina alla figlia sarebbe un “grave peccato.

La storia di Tafida Raqeeb, tenuta in vita da un respiratore

Tafida Raqeeb è una bimba di 5 anni di Newham, est di Londra. Nel febbraio scorso ha subito una grave emorragia cerebrale e da quel momento è attaccata a un respiratore.

I medici del Royal London Hospital, dove è ricoverata la piccola, hanno deciso di spegnere il macchinario che la tiene in vita. Hanno comunicato la loro intenzione ai genitori dicendo che morire, per la bimba, è nel suo “miglior interesse, come si legge sul The Guardian. Shelina Begum e Mohammed Raqeeb, madre, avvocato, e padre, consulente nel settore delle costruzioni, di Tafida, però, non sono assolutamente d’accordo.

I genitori contrari a staccare la spina

La famiglia della bambina è contraria alla decisione dei medici in quanto, secondo loro, ci sarebbero dei miglioramenti nelle sue condizioni di salute.

I genitori di Tafida non hanno perso la speranza, ritengono che la piccola debba avere la possibilità di continuare a vivere e l’opportunità di riprendersi. Per tale motivo hanno chiesto di poterla trasferire all’Ospedale Gaslini di Genova. I medici italiani sono volati a Londra per visitarla e hanno detto che la struttura della città ligure è disponibile ad accogliere la bambina.

La controversia legale con l’ospedale e la questione della religione

A seguito della richiesta di trasferimento nell’ospedale italiano, è nata una controversia legale con l’ospedale.

La fondazione Barts, società pubblica che gestisce il Royal London Hospital, sostiene che la famiglia della bambina non sia in grado di prendere la decisione migliore. Ciò deriverebbe dal credo islamico dei genitori, secondo la fondazione. Così, per risolvere la controversa vicenda, dovranno pronunciarsi, tramite una sentenza, i giudici dell’Alta Corte di Londra. I quali, in caso, dovranno decidere anche se concedere o meno il trasferimento.

Intanto, il 5 settembre, la Barts ha chiesto di togliere la rappresentanza legale della bambina ai genitori, in quanto musulmani.

La fondazione ha compiuto questa mossa dopo aver ricevuto una sentenza giuridico-religiosa dal Consiglio islamico europeo, al quale si sono rivolti i coniugi Raqeeb. Il Consiglio, attraverso la sentenza, ha sottolineato che l’interruzione delle terapie e dei trattamenti vitali è un “grave peccato” ed è “inammissibile“, per i musulmani. In tutto ciò, il giudice Alistair MacDonald ha respinto la richiesta della Barts, ribandendo la “libertà di religione. Ha, inoltre, invitato i genitori e il personale sanitario a “moderare i toni del confronto“.

La battaglia che sostengono le parti (sulla pelle di una bimba di 5 anni) continuerà in tribunale e la madre di Tafida ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese legali. I soldi raccolti servirebbero anche nel caso in cui venisse data l’autorizzazione a portare la bambina in Italia.

Immagine in evidenza: Tafida Raqeeb. Fonte: Raccolta fondi “Save Tafida” sul sito Go Fund Me