maltrattamenti, gattino, El Ejido

La Guardia Civil spagnola ha aperto un’indagine a carico di 2 persone di El Ejido, una cittadina dell’Andalusia, per maltrattamenti nei confronti degli animali. L’intera vicenda aveva avuto origine da un video, poi diventato virale in rete, in cui si vedevano i due giovani obbligare un gattino di 3 mesi a fumare una sigaretta. Il filmato, girato da loro stessi e condiviso sui social, aveva indignato molte persone, fino a richiamare l’attenzione del Pacma, il Partito animalista spagnolo, che ha poi denunciato l’accaduto alla polizia.

Il maltrattamento filmato in un video

Nelle immagini si vedono i ragazzi prendere il gattino dalle zampe, scuotendolo con movimenti bruschi per farlo “ballare”, mentre uno di loro introduce a forza nella bocca dell’animale una sigaretta accesa.

Come riporta il Pacma, questo tipo di fatti possono anche rappresentare un crimine, secondo quanto stabilito dal codice penale spagnolo: “Abbiamo portato le immagini all’attenzione della polizia e della procura per i minorenni, nel caso in cui le persone che compaiono nelle immagini non abbiano raggiunto la maggiore età – scriveva il partito animalista sul proprio sito – Chiediamo che i fatti vengano indagati, dal momento che potrebbero costituire reato”.

L’intervento della polizia

Gli agenti della Guardia Civil hanno quindi identificato gli autori della bravata, provvedendo poi ad affidare il gattino alle cure di un veterinario, che ne ha verificato le buone condizioni di salute.

L’animale è stato in seguito trasferito in un apposito rifugio, dove attende la conclusione definitiva della vicenda.

La Guardia Civil spagnola ha particolarmente a cuore questi temi, tanto da aver lanciato la campagna #yosipuedocontarlo, per sensibilizzazione l’opinione pubblica contro l’abuso o l’abbandono degli animali, anche attraverso i social network. Il Pacma sottolinea, però, come il problema riguardi anche le istituzioni: “Questi tipi di eventi accadono e si diffondono costantemente sui social network nella totale impunità, poiché coloro che commettono tali atti sono consapevoli delle sanzioni irrisorie per chi maltratta gli animali”.

*immagine in alto: Fonte/Youtube / Pacma