Immagini di un carcere. Foto da internet

Duri provvedimenti sono scattati dopo il pestaggio di un detenuto avvenuto nel carcere di San Gimignano, in provincia di Siena.

Già 4 poliziotti penitenziari sono stati sospesi, mentre il Dap indaga su un’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Siena che vede coinvolti in tutto 15 agenti. Pare inoltre che il fatto non sia ascrivibile come episodio isolato.

La verità emerge dopo un anno

I fatti risalgono al primo ottobre di un anno fa. Erano in 15 gli agenti che quel giorno si presentarono nella cella del detenuto di origini tunisini, per trasferirlo in un altro reparto. Poi nel corridoio si sarebbe scatenato l’inferno.

Botte, soprusi, umiliazioni nei confronti dell’extracomunitario al quale sarebbero state rivolte frasi come “Perché non te ne torni al tuo Paese?“. Sul detenuto, pare sia stata praticata anche tortura: l’uomo è stato denudato e poi percosso fino a svenire. Alla scena avrebbero assistito alcuni carcerati che fanno capo alla camorra e che sono stati condannati per reati molto gravi. Quanto alla vittima della violenza non ha mai denunciato l’accaduto, forse per paura. Ha poi giustificato lividi e tumefazioni come le conseguenze di una brutta caduta.

Provvedimenti del Ministero

Il caso è poi esploso in seguito alla denuncia di alcuni detenuti in isolamento.

Dormiamo a turno, per non farci sorprendere dagli agenti” avrebbe dichiarato un altro carcerato. Tutto questo lascia intendere che non si tratta di un episodio isolato, ma di fatti che si ripetono con una certa consuetudine.

Il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha predisposto la sospensione immediata per 4 poliziotti e doverose valutazioni disciplinari, per quelli che hanno invece ricevuto avviso di garanzia. Le accuse sono di tortura, e nel fascicolo si legge di trattamento inumano, violenza e crudeltà, su cui si cerca di fare chiarezza. Il Dap ha affidato alla magistratura le indagini sul caso, ai fini di portare alla luce la verità dietro quelle sbarre.