Processo clan Spada, la sentenza della Corte d'Assise: associazione mafiosa

Arriva alle 20.33 la sentenza del maxi processo al clan Spada. Il verdetto della Corte d’Assise di Roma è chiaro: tre ergastoli e la conferma dell’accusa di associazione a delinquere. Presente in aula al carcere di Rebibbia anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Clan Spada, tre ergastoli: “È mafia”

La Corte d’Assise ha emesso la sentenza di primo grado dopo 10 ore di camera di Consiglio. Ergastolo per Carmine Spada, detto Romoletto, Roberto Spada (noto ai più per aver aggredito il giornalista della Rai Daniele Piervincenzi), e Ottavio Spada, detto Marco.

Tra i reati contestati anche l’omicidio, l’estorsione e l’usura, violenza privata e incendio.

La maxi decapitazione del clan Spada si era svolta la mattina del 25 gennaio 2018 con 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere, tra cui anche quella nei confronti di Roberto Spada che si trovava all’epoca già in carcere. Quella che era stata soprannominata Operazione Eclissi, e che aveva come obiettivo, appunto, l’eclissare il clan di Ostia.

In aula anche Virginia Raggi: “Rappresento gli onesti cittadini”

Era presente in aula anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che al termine della sentenza ha dichiarato: “Rappresento la vicinanza a tutti quei cittadini che cercano e hanno cercato di contrastare la malavita tutti i giorni.

Sono qui per dire loro che possono vincere e che devono avere fiducia. Rappresente tutti quei cittadini onesti che purtroppo hanno paura“.

A pochissimo dalla sentenza, arriva in aggiunta il plauso di Nicola Zingaretti su Twitter: “Vince lo Stato, perde la mafia“.