parchimetro

Ad Avezzano, in Abruzzo, trovare parcheggio diventa una questione di fede. Davanti alla parrocchia si può lasciare l’auto pagando la sosta in un modo davvero singolare: pregando.

Un parchimetro particolare

Niente spiccioli o carte di credito. Davanti alla chiesa della Madonna del Passo di Avezzano il parcheggio si “paga” recitando l’Ave Maria. L’iniziativa ha preso forma da un’idea del parroco – don Vincenzo De Marioper favorire, in maniera leggera e divertente, la presenza dei fedeli in parrocchia. Solo pochi giorni fa don Vincenzo ha deciso di mettere un cartello che mostrasse il tariffario della sosta nel quale si legge: “1 ora – 10 Ave Maria, 2 ore – 20 Ave Maria” fino al Santo Rosario per 5 ore.

Un gesto che ha lasciato stupefatti i cittadini di Avezzano e non solo. La notizia si è diffusa velocemente e ha attirato persino le telecamere del programma di Rai1, La vita in diretta

Chi controlla i “pagamenti”?

La domanda sorge spontanea. Chi controlla che le preghiere vengano effettivamente recitate da coloro che usufruiscono del parcheggio? “A questo ci pensa il Signore e la Madonna ma mi accontenterei anche di una sola Ave Maria per ogni macchina”.

Così, sorridendo, risponde don Vincenzo sull’Avvenire. La sua, ribadisce, è un’iniziativa giocosa per coinvolgere i suoi concittadini nelle attività della chiesa.

La parrocchia, eretta nel 1956, era il fulcro del quartiere Borgo Pineta, nella zona nord della città. Oggi invece non è più un luogo di riferimento ed aggregazione per la comunità e la partecipazione alle funzioni è molto bassa. Soprattutto per quanto riguarda i ragazzi, dopo la Cresima, è molto raro vederli in parrocchia.

 

Non per tutti “originale”

Il parchimetro a preghiere” sembra aver strappato un sorriso a tutti anche se, come a volte accade, qualcuno non ha saputo coglierne la leggerezza e l’ironia. Come riportato da MarsicaLive, il dirigente di Forza Nuova del comune Bruno Neri ha definito la vicenda “quantomeno discutibile”. Queste le sue parole: “Rischia di mettere la sacralità della preghiera al servizio di una operazione opinabile e poco comprensibile. Confidiamo nell’intervento del vescovo, che finora non si è espresso, per prendere provvedimenti nei confronti del parroco e porre fine a tale incredibile iniziativa”.