Operazione d'urgenza per iniezione vasellina

Un uomo di 45 anni, il cui nome non è stato svelato, si è recato al St Vincent’s Hospital di Sydney con forti dolori ai genitali. Il paziente ha riportato ai medici i suoi fastidi che da ormai 5 giorni non gli davano tregua. Tra i vari sintomi, quali dolore, gonfiore e pruriti intimi l’uomo presentava anche febbre e spossatezza.

Un’iniezione che avrebbe potuto essergli fatale

I medici hanno prontamente agito con delle approfondite analisi e, pensando inizialmente si trattasse di un virus, hanno sottoposto l’uomo ad un intervento d’urgenza, durante il quale però sono state trovate non solo tracce di pus, ma anche di vaselina.

Ad operazione conclusa, quando gli sono stati illustrati i dettagli dell’intervento chirurgico, ha rivelato che 2 anni prima, credendo di poter aumentare le dimensioni dei suoi genitali, si era più volte iniettato delle dosi di vaselina. Oltre ad informare i medici di non aver presentato alcun tipo di fastidio prima di quel momento, ha negato di aver ripetuto suddetta pratica di recente.

Pertanto, le conseguenze sono da attribuire alle iniezioni fatte negli anni precedenti. Il dottor Amer Amin sull’Urology Case Reports ha riportato che l’organo dell’uomo, oltre ad essersi deformato, presentava un consistente accumulo di liquidi e visibili tracce di carne in decomposizione.

Il paziente in questione non presentava alcun problema di salute, né malattie sessualmente trasmissibili, difatti ha voluto precisare che, al momento del ricovero, aveva relazioni sessuali con un unico partner.

Tre interventi per risolvere il problema

Una sola operazione però non è bastata per rimuovere tutti i residui che hanno causato l’infezione. A seguito del primo intervento è stato ricoverato in terapia intensiva e, dopo essere stato intubato per i giorni successivi, è stato sottoposto a due ulteriori operazioni.

Successivamente, Amer Amin ha pubblicato tutte le notizie relative al caso, descrivendo dettagliatamente come lui ed il suo team di medici esperti hanno affrontato il problema, con interventi d’urgenza, terapia intensiva ed antibiotici. Inoltre, dopo aver annientato l’infezione che si era generata, il paziente è stato trasferito al reparto di chirurgia plastica ed i medici hanno provveduto ad eseguire innesti cutanei multipli del pene. La convalescenza è durata un mese, pertanto solo dopo 30 giorni l’uomo ha potuto fare rientro a casa.

Una pericolosa pratica fai-da-te

È stato precisato in più occasioni come questi metodi, tutt’altro che miracolosi, non fanno altro che mettere in serio pericolo la vita di chi li mette in pratica. Dopo essere venuta a conoscenza di quanto sia diffusa questa pericolosa pratica fai-da-te, abbastanza comune nelle Isole Pacifiche del Sud, l’équipe medica ha ritenuto necessario diffondere la notizia, rivelando le cause, le conseguenze e suggerendone le cure. Consultando varie ricerche, è emerso che tale pratica è stata adottata anche da un gruppo di uomini in Thailandia, ed anche in quel caso è stato verificato che dal momento dell’iniezione al momento dell’apparizione di sintomi quali dolore e gonfiore intimo e comparsa di ulcere, simili a quelli riscontrati nel 45enne recatosi al pronto soccorso di Sydney, sono trascorsi circa 36 mesi.