vittorio sgarbi

Il trentennale della carriera televisiva di Vittorio Sgarbi viene celebrata, inconsapevolmente, da Pierluigi Diaco a Io e Te di Notte e a rivelarlo è proprio il critico d’arte. Vittorio Sgarbi si racconta nello studio della Rai e ripercorre alcuni momenti significativi della sua carriera e della sua vita, ricordando anche uno spiacevole episodio in cui ha rischiato la vita. Pierluigi Diaco sorprende poi il critico d’arte facendogli sentire la voce della madre, un momento che suscita emozione in Vittorio Sgarbi.

Vittorio Sgarbi e la voce della madre

Pierluigi Diaco menziona il potere evocativo della voce pura, non accompagnata dalle immagini, e fa sentire a Vittorio Sgarbi la voce di sua madre.

Si sente Rina Cavallini ricordare suo figlio, dicendo che vorrebbe vederlo di più, parla del fatto che rincasa tardi e che racconta ai suoi genitori sempre qualcosa del suo quotidiano. Vittorio Sgarbi è subito colpito dalla voce di sua madre e sul suo volto è visibile l’emozione.

Il critico reagisce dicendo queste parole: “È la voce di mia madre, è un po’ malinconico sentirla visto che non c’è più, ma ci sono sempre poi quelli che se ne sono andati.

Ed è vero poi che le voci dei morti, in questo caso quella di mia madre, hanno la potenza di qualcosa che non finisce. Siamo così fortunati che, mentre non abbiamo una parola di Platone, di Ariosto, di Petrarca, di Raffaello, negli ultimi 100 anni possiamo registrarci e continuare a vivere, vedendoci in televisione, quando non ci saremo più“.

Quella volta in cui Vittorio Sgarbi è stato a “mezz’ora dalla morte”

Qualche tempo fa, Vittorio Sgarbi si è sentito male.

Per introdurre quello spiacevole episodio Pierluigi Diaco racconta di aver telefonato in quell’occasione al critico d’arte che gli confidò di essere stupito dalle parole d’affetto che gli avevano dedicato in tanti, cittadini comuni e anche colleghi e addetti ai lavori. Vittorio Sgarbi è tornato a quella notte con il pensiero raccontando che si trovava a Brescia, per una conferenza, e che avevano aperto, per permettergli di visitarle, diverse chiese nel cuore della notte. Alle 2,00 di notte, Vittorio Sgarbi era stanco e durante il viaggio di ritorno ha iniziato a sentirsi male.

Il critico ha raccontato che mentre si trovava all’altezza di Mantova ha dovuto interrompere il viaggio: “Ho cominciato a sentirmi un peso sul cuore e mi è sembrato potesse essere un colpo al cuore, quindi ho detto all’autista, cosa mai fatta in vita mia, ‘sto male, vada in ospedale“. Arrivato in ospedale i medici lo visitano e lo sottopongono a un’operazione di un’ora, Vittorio Sgarbi ha raccontato che i dottori gli dissero: “Se fosse andato avanti mezz’ora sarebbe morto“. Si trattò di una morte scampata per un pelo su cui Vittorio Sgarbi fa dello spirito concludendo il suo racconto: “Ho visto la morte a mezz’ora di distanza che più o meno si situa a Roncobilaccio parte dell’autostrada che oggi è chiusa perché c’è la direttissima, lì ci sarebbe la lapide.

Ho avuto l’intuizione di fermarmi“.