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Grandi ospiti e celebrazioni importanti nella puntata di Domenica In di quest’oggi. A fare il suo ingresso per primo nel salotto di Mara Venier è un felice ritorno in Rai: Maurizio Costanzo. Il giornalista racconta come nacque la sua passione per il giornalismo ed esprime la sua testimonianza diretta riguardo l’attentato del ’93 dal quale riuscì a salvarsi.

Gli esordi nel giornalismo

L’occasione per il ritorno in Rai del giornalista Maurizio Costanzo è l’ospitata a Domenica In da Mara Venier. Il conduttore rivive con i ricordi il momento in cui decise che sarebbe stata quella del giornalismo la strada che avrebbe intrapreso come attività professionale: “Era da tanto che volevo fare il giornalista, quindi la mia fortuna è stata quella di continuare a fare quello che volevo fare.

Io quando andavo al ginnasio, andai a fare il volontario in un quotidiano di Roma. Più che la vocazione, ero un maniaco, volevo fare quel lavoro“. A 25 anni il giornalista scrisse il suo primo romanzo, Due minuti di silenzio, che parla di un insuccesso amoroso: “Uscivo da un amore sfortunato e raccontavo un viaggio che avevo fatto da Roma all’Abruzzo. Quando poi cominciai un altro amore mi venne voglia di scrivere questo libro.

Lo amo molto perché è stato il mio primo romanzo. Soffrire serve sempre, fa crescere. Quello eternamente allegro è un imbecille. Io sono figlio unico, ho perso mio padre che avevo 17 anni e ancora penso a lui. Questo per dire quanto i genitori siano la cosa più forte che abbiamo dentro“.

La giusta intervista secondo Costanzo

Ma è l’intervista il principale mezzo giornalistico attraverso cui Maurizio Costanzo è riuscito maggiormente ad esprimere se stesso e ad entrare nel cuore delle persone. Ma per fare una buona intervista servono requisiti specifici, come racconta il giornalista stesso: “Al Maurizio Costanzo Show le interviste che mi hanno colpito di più erano quelle dei miei primi ospiti, al primo anno nel 1976.

Tutte le persone ti danno qualcosa e tu dai qualcosa a loro. Un’intervista non deve essere uno spareggio tra intervista e intervistato, ma una conversazione, una chiacchiera. Uno si deve dimenticare delle telecamere e dei microfoni e deve parlare e basta, perché chi ascolta da casa si aspetta quello“.

Il ricordo del l’attentato del ’93

Ma il ricordo più drammatico della sua vita ha una data: 14 maggio 1993, il giorno in cui il giornalista riuscì a sfuggire ad un attentato, l’esplosione di un’autobomba a Roma.

A Domenica In viene riaperta quella ferita e Maurizio Costanzo ripercorre con la mente quei terribili momenti: “I mafiosi fanno i mafiosi, i giornalisti devono denunciare i mafiosi. Mi occupai molto di mafia in quel periodo, intervistati la nuora di un mafioso importante cercando di convincerla a lasciare la mafia. Poi un giorno Totò Riina disse “questo Costanzo mi ha rotto i co****ni”. Quello è stato un miracolo, io non guidavo la macchina quindi andai in un’altra macchina con un’autista. C’è stato un botto pazzesco, ci siamo salvati io, l’autista e il cane e nessuno è morto.

Io quelli che stavano lì fuori li ho poi visti dietro le sbarre: io ero vivo, loro stavano dietro le sbarre. Ho promesso a Maria che mi sarei meno occupato di mafia“.

Il messaggio a Lamberto Sposini

Il giornalista prosegue la sua intervista da Mara Venier tra ricordi emozionanti e preziosi momenti. In particolare Maurizio Costanzo ha voluto mandare un messaggio al collega Lamberto Sposini, il cui brutto periodo di malattia è stato ricordato in studio da Mara Venier: “Spero davvero stia guardando, gli mando un grosso abbraccio“. L’intervista si chiude poi con un inevitabile riferimento alla sfera privata di Costanzo e al suo rapporto di coppia con Maria De Filippi.

Penso che è la donna tra le cui mani vorrei morire“, la romantica dedica alla conduttrice.