Pamela Mastropietro, la famiglia contro l'ex, lui chiede il rito abbreviato

Si è costituita parte civile la famiglia di Pamela Mastropietro contro Andrei Claudio Nitu, ex fidanzato della ragazza uccisa a coltellate e fatta a pezzi il 30 novembre dell’anno scorso. Il ragazzo è accusato di spaccio di droga, circonvenzione di incapace e induzione alla prostituzione. Nitu ha richiesto di essere processato col rito abbreviato.

Pamela Mastropietro, la famiglia contro l’ex: “Pamela indotta a prostituirsi”

Stiamo andando avanti a 360 gradi – ha dichiarato Marco Valerio Verni, legale della famiglia di Pamela a Adnkronosoggi contro l’ex fidanzato di Pamela, l’8 ottobre nell’udienza davanti al gip di Macerata che dovrà pronunciarsi sull’archiviazione o meno nei confronti di Lucky Desmond e di Awelima Lucky, perché tutti quelli che possono aver avuto responsabilità in tutta la vicenda, dall’inizio alla fine, devono essere chiamati a risponderne“.

Secondo la famiglia della Mastropietro, sarebbe stato Nitu a iniziare la ragazza, all’epoca ancora minorenne, all’abuso di sostanze stupefacenti e, almeno in un caso, a indurla alla prostituzione.

Processo contro Nitu: “L’obiettivo è evitare che ci siano altre Pamela”

L’inchiesta contro Nitu risale al 2017, prima dell’agghiacciante morte di Pamela.

Tutto partì dalla denuncia della madre dell’allora minorenne. Verni ha voluto inoltrare specificare che la famiglia (tra cui lo stesso Verni, zio di Pamela, NdR) si è “costituita parte civile per avere voce nel processo. Come nel processo a Oseghale e in quello pendente a Desmond e Awelima il nostro unico obiettivo è dare giustizia a Pamela ed evitare che ci siano altre ‘Pamela’“.