bambina rapita

Giochi erotici con la nipotina di 8 anni: è la terribile accusa a carico di un 64enne di Frosinone, indagato per violenza sessuale e per cui il pm avrebbe chiesto il rinvio a giudizio. Gli abusi, secondo quanto riportato da Frosinone Today, sarebbero andati avanti per 2 anni, tra il 2012 e il 2014, sotto una cornice apparentemente ludica con cui l’uomo avrebbe spinto la piccola a piegarsi al suo volere.

Indagato per violenza sessuale sulla nipote

Concluse le indagini, il pm avrebbe chiesto il rinvio a giudizio per il 64enne accusato di violenza sessuale sulla nipote.

Stando a quanto emerso, la piccola aveva 8 anni all’epoca dei fatti contestati, consumati tra il 2012 e il 2014. Il gup ha fissato l’udienza per il 24 gennaio 2020.

L’indagato – difeso dall’avvocato Giuseppe Cosimato – secondo l’accusa avrebbe agito sistematicamente ai danni della bambina, inducendo la minore a sottostare alle su richieste attraverso “giochi erotici” ripetuti.

A far emergere la situazione sarebbe stata la stessa bimba, le cui rivelazioni avrebbero spinto i familiari a sporgere denuncia. Racconti che, secondo quanto riportato da Frosinone Today, sarebbero stati piuttosto dettagliati e utili a tracciare un profilo inquietante dei contatti con lo zio.

La sequenza di presunti abusi sarebbe saltata fuori nel 2018, e i parenti che hanno raccolto quelle confidenze avrebbero allertato immediatamente i genitori. Il resto è cronaca di un caso che ora passa al vaglio della giustizia.

Giochi erotici e palpeggiamenti

Secondo l’accusa, il 64enne avrebbe costretto la nipotina a sottoporsi a giochi erotici e palpeggiamenti, talvolta invitandola a “trovare una pallina nascosta nei pantaloni“. Avrebbe anche inscenato un ménage da ‘fidanzatini’, arrivando a baciare la piccola sulla bocca e farsi toccare le parti intime.

Durante le audizioni protette in corso di incidente probatorio, la minore non si sarebbe mai contraddetta e avrebbe ricalcato un quadro puntuale di quanto riferito ai parenti all’alba dell’inchiesta avviata dalla Procura. Per questi motivi, i racconti della minore sono stati ritenuti attendibili dagli inquirenti.