uomo spara con la pistola

Ferdinando Brodella aveva 33 anni ed era malato di Aids, ma continuava ad avere rapporti sessuali senza protezioni con donne vicine alla Camorra e, per questa ragione, nel 1993 è stato ucciso, fatto a pezzi e sepolto in una masseria. Questo è quanto riporta il Corriere della sera. A dare l’ordine di farlo fuori sarebbe stato il capo clan Augusto La Torre. La verità sulla morte di Ferdinando Brodella è venuta a galla ieri, a distanza 26 anni.

Malato di Aids andava a letto con donne vicine alla Camorra

Fino a ieri, si riteneva che la morte di Ferdinando Brodella fosse collegata a un regolamento di conti.

Invece, grazie ad alcuni collaboratori di giustizia e per mezzo delle dichiarazioni rese dallo stesso boss Augusto La Torre gli inquirenti hanno ricostruito il movente e la dinamica del suo omicidio e della distruzione del suo cadavere.

Il boss sembra che abbia sospettato per anni di essere ammalato di Aids, di essere stato indirettamente contagiato. Per questo motivo, a ordinare l’uccisione di Ferdinando Brodella, che pare si comportasse come una sorta di “untore”, era stato proprio il capo clan Augusto La Torre.

Brodella è stato ucciso nel lontano 1993, sarebbe stato ingannato e portato in una masseria di Mondragone, dove venne poi ammazzato a colpi di pistola. E proprio il territorio di Mondragone rappresentava l’area che era sotto l’influenza del boss. Il capo clan pare abbia poi iniziato a collaborare con la giustizia nel 2003.

Dopo 26 anni, un uomo è accusato di aver preso parte all’omicidio

Come riferisce il quotidiano di Via Solferino, proprio ieri mattina, i carabinieri hanno notificato al 60enne Mario Esposito una misura di custodia cautelare accusandolo di aver preso parte all’assassinio di Ferdinando Brodella.

L’uomo si trova accusato di omicidio premeditato, distruzione di cadavere e detenzione illegale di armi e si trova già in stato di detenzione all’interno del carcere Opera di Milano.