bambina di spalle con zaino

Fede lascia la scuola, ma non per sua volontà“: inizia così il duro sfogo di una madre sarda che ha deciso ritirare la figlia da scuola. Non è una decisione facile, ma secondo la donna sarebbe dettata da una vera e propria emergenza didattica. Rita Masia ha scelto di non restare ferma a guardare sua figlia, Federica, in disparte durante le ore di lezione. Ha 19 anni ed è una ragazza speciale, che necessita di un insegnante di sostegno che non ha. Dovrebbe frequentare il 4° anno all’Istituto d’arte, a Sassari, ma ha lasciato la scuola.

La denuncia della donna è arrivata via social, dove la notizia ha fatto velocemente il giro e si è imposta tra le cronache nazionali.

Madre ritira la figlia da scuola

Il racconto di Rita, madre di Federica, è intriso di amarezza e coraggio, e una ferma volontà di farsi sentire. La sua storia non può restare chiusa in cassetto, relegata a un corto circuito di interrogativi insoluti e sordità sociale. Rita non urla, ma ha bisogno che si sappia il motivo della sua sofferta decisione.

Il 3 ottobre scorso, sul suo Facebook, ha pubblicato due scatti della figlia 19enne e un messaggio tagliente: “Fede lascia la scuola, ma non per sua volontà.

Poi la cascata di precisazioni che hanno finito per portare il caso alla ribalta, dopo tanta indifferenza e silenzio:

Ho 19 anni – scrive la madre di Federica che racconta la vicenda come se a parlare fosse lei – sono una ragazza speciale con tanta volontà dovrei frequentare il 4 anno all”Istituto d”arte dico dovrei perché la mia mamma oggi mi ha ritirato da scuola.

Passo le mie ore seduta in classe a guardare gli altri studenti e sapete perché? Perché non mi danno ciò che mi spetta. le insegnanti e gli educatori. Quindi come potete vedere dalle mie foto a malincuore lascio la scuola ORA CHIEDO POLITICI, PRIMO CITTADINO DOVE SIETE in quanti mi risponderete chiedo a tutti di fare arrivare la mia voce più lontana possibile”.

E la voce di Rita e Federica è arrivata dove prima, forse, sembrava impossibile arrivare. Tutta Italia ha letto la sua storia e ora è il momento delle risposte.

Ancora nessuna nomina

Federica e la sua mamma hanno aspettato per troppo tempo, ma per loro non c’è stata alcuna soluzione. Fino alla giornata del 3 ottobre 2019, dalla prima campanella del 16 settembre scorso, nessuna nomina di un insegnante di sostegno per la ragazza, affetta da autismo.

Un tempo decisamente lungo per chi ha bisogno di assistenza e della dovuta attenzione. Per questo, nella speranza di arrivare a un esito positivo nell’ormai insostenibile situazione, la donna ha deciso che Federica non torna a scuola.

La soluzione che non arriva

Rita Masia ha parlato del suo caso ai microfoni di Repubblica, affondando la prospettiva sul disagio ormai intollerabile cui sua figlia è costretta da tempo: “Andare a scuola per lei ora è diventato uno stress che ogni mattina la fa piangere.

Seduta al banco da sola per cinque ore al giorno, tutti i giorni, senza fare niente se non vedere gli altri che fanno lezione“.

Ma la soluzione, a detta della donna, potrebbe essere ancora lontana anni luce: “La direzione scolastica ha annunciato che verranno tolti pure gli educatori, i cui compiti verranno svolti dagli operatori scolastici“.