Esoscheletro

La robotica è attualmente uno dei settori in più forte espansione nell’ambito della tecnologia abbinata alla medicina. Tra le applicazioni più interessanti si può annoverare l’utilizzo degli esoscheletri, un particolare tipo di robot indossabili, per permettere a pazienti tetraplegici di tornare a camminare in autonomia.

In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Neurology, i ricercatori dell’Università di Grenoble-Alpes hanno annunciato che un paziente di 28 anni è stato in grado di muovere l’esoscheletro con il solo pensiero, grazie ad alcuni elettrodi impiantati nel suo cervello.

Un training durato due anni

Questo è un messaggio di speranza per le persone nella mia medesima condizione: ci sono cose possibili, anche se hai un grande handicap”, ha dichiarato il giovane a Le Monde.

Il risultato, frutto di un lavoro durato dieci anni e condotto da vari team, si è basato sullo sviluppo di sensori in grado di rilevare i segnali mandati dal cervello e di tradurli nel movimento corrispondente dell’esoscheletro.

Questi sensori sono stati impiantati nel paziente circa due anni fa e da allora il ragazzo si è esercitato con un simulatore per imparare a comandare la macchina in maniera corretta.

In un secondo momento, direttamente nel centro di ricerca di Grenoble, sono iniziati gli esercizi con il vero e proprio esoscheletro che, una volta indossato, sorregge sia gli arti inferiori che quelli superiori, traducendo a livello meccanico i normali movimenti delle articolazioni.

Numerosi progetti in tutto il mondo

Fino a qualche anno fa mera fantasia confinata ai film di fantascienza, l’esoscheletro sta diventando una realtà tangibile, grazie a numerosi progetti portati avanti in tutto il mondo. Versioni diverse di questi dispositivi robotici, come quelle messe a punto dall’Istituto italiano di tecnologia o utilizzate dall’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, possono essere adattate a esigenze specifiche, come nel caso di pazienti in fase di riabilitazione.

Per quanto riguarda la ricerca francese, già nel mese di novembre gli studiosi procederanno con l’impianto degli elettrodi nel prossimo paziente, a cui faranno seguito altri due nei mesi successivi. L’obiettivo di queste sperimentazioni è quello di rendere sempre più efficienti gli esoscheletri e, in futuro, di aprire il loro utilizzo ad un numero più ampio di persone.

(Immagine in alto: Twitter / TheLancet)