ilaria alpi

Il gip di Roma Andrea Fanelli ha rigettato la richiesta di archiviazione per l’omicidio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, il suo operatore. La giornalista è stata uccisa a Mogadiscio il 20 marzo del 1994 e da allora si cerca la verità sulla sua morte, che appare avvolta da segreti impenetrabili. Il magistrato ha concesso altri 6 mesi per continuare le indagini, eventualmente prorogabili, e indicato nuovi spunti investigativi. Fanelli ha infatti chiesto l’acquisizione degli atti sull’omicidio del giornalista Mauro Rostagno, ucciso nel 1988 a Trapani.

Omicidio Ilaria Alpi: rigettata la richiesta di archiviazione

Il gip Andrea Fanelli ha concesso 180 giorni per continuare le indagini, rigettando per la seconda volta la richiesta della Procura di Roma di chiudere il caso.

Accolta la richiesta dei legali della famiglia di Ilaria Alpi, echeggiata dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana.

La motivazione risiede nell’impossibilità di archiviare “una vicenda segnata da tanti lati oscuri e financo da errori giudiziari“, scrive il magistrato, “l’approfondimento, condotto senza riserve, degli ulteriori temi di indagine appare essenziale al fine di cercare di dare una risposta alla domanda di giustizia attesa ormai da 25 anni dai familiari delle persone offese e da tutti i cittadini interessati a conoscere la verità“.

Il collegamento con l’omicidio di Mauro Rostagno

Proprio i legali della famiglia Alpi avrebbero indicato la possibile connessione con l’omicidio a Trapani del giornalista Mauro Rostagno. Il reporter sarebbe legato alla giornalista dalle indagini sul traffico d’armi con destinazione la Somalia. Il giudice che ha indagato sulla morte di Rostagno avrebbe citato diverse volte Ilaria Alpi nella sentenza di primo grado che ha condannato come mandante per l’omicidio il boss mafioso Vicenzo Virga.

Da sentire anche Mario Parente, direttore dell’Aisi, che avrebbe secretato la fonte dei servizi segreti informata sui fatti del caso. Per il gip Fanelli l’indagine sulla vicenda deve essere “completa, esauriente ed approfondita” e si deve indagare sugli “episodi quantomeno singolari se non addirittura dolosi, che hanno reso assai più arduo l’accertamento della verità dei fatti”.