Nicholas Turner. Fonte: Nick Turner/Facebook

Nicholas Turner, un 23enne del Kent, nel giorno in cui aveva detto alla sua famiglia che si sarebbe laureato, ha deciso di togliersi la vita. Nick, come tutti lo conoscevano, non aveva superato l’ultimo esame che gli sarebbe servito per conseguire il titolo di studio. Il motivo di questa storia drammatica non è ancora chiaro ma probabilmente il ragazzo non riusciva più a sostenere il peso delle sue bugie.

La bugia di Nicholas sulla laurea

Negli scorsi mesi, Nicholas Turner era tornato a casa dei suoi genitori a Royal Tunbridge Wells, nella contea del Kent.

Aveva comunicato alla sua famiglia di aver terminato gli esami e che il 23 luglio si sarebbe laureato. Studiava all’Università di Southampton, ma ciò che aveva detto ai suoi era una bugia. Il 23enne non aveva superato l’ultimo esame, quello di ingegneria meccanica. La sera prima del fatidico giorno avevano cenato tutti insieme nel giardino della loro casa, anche con la sorella Matilda. Il padre, Geoffrey Turner, ha successivamente detto agli agenti che durante quell’ultima sera “non c’era stato nessun segnale, nulla lasciava presagire” ciò che sarebbe accaduto in seguito, si legge su Kent Live.

La drammatica scoperta

Il giorno della cerimonia, i genitori di Nick si stavano preparando per dirigersi all’università, quando un vicino ha notato un corpo fuori dalla casa dei Turner. Erano circa le 7 del mattino quando è avvenuta la drammatica scoperta, il ragazzo si era impiccato durante la notte. A riferirlo ai quotidiani è stato il sergente Brian Smith. Nonostante gli sforzi per rianimarlo, i paramedici non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso.

Il verdetto di suicidio

L’esame post mortem ha rivelato che il 23enne non aveva fatto uso di droghe o alcol prima di morire.

È stata aperta un’inchiesta, nella quale si leggerebbero anche le testimonianze dei familiari di Nicholas, conclusasi in questi giorni con un verdetto di suicidio. Come aveva già riferito il padre, suo figlio non sembrava essere angosciato, anzi, quella sera del 22 luglio aveva preparato lui la cena per tutti. Il signor Turner ha anche raccontato agli inquirenti che Nick aveva sofferto di depressione durante gli anni di studio, ma si era curato e sembrava stare meglio.

Inoltre, si legge sempre sul Kent Live, ha aggiunto: “Aveva seguito un corso di studi piuttosto impegnativo ma era sempre andato bene o così sembrava“. Il padre lo ha infine descritto come “popolare e ben voluto da tutti“.

Per tale motivo, i genitori non riescono a spiegarsi il motivo del disperato gesto. Geoffrey Turner ha osservato che Nicholas non è riuscito a sottrarsi alla pressione di dover avere successo a ogni costo, ciò l’ha portato probabilmente alla morte.

Troppa pressione sugli studenti

L’anno scorso è accaduta una tragedia simile a Napoli: Giada, una ragazza giovane e amata da tutti, si è tolta la vita gettandosi dal tetto della sua università.

In quell’occasione, il professore Guido Saraceni, docente di filosofia del diritto e Informatica Giuridica, aveva voluto esprimere il suo pensiero scrivendo: “L’Università non è una gara, non serve per dare soddisfazione alle persone che ci circondano, non è una affannosa corsa ad ostacoli verso il lavoro“. Verso la fine del suo post aveva lanciato un invito a parenti e amici degli studenti: “Cerchiamo di spiegarlo bene ai nostri ragazzi. Liberiamoli una volta per tutte dall’ossessione della prestazione perfetta, della competizione infinita, della vittoria ad ogni costo“.

Immagine in evidenza: Nicholas Turner. Fonte: Nick Turner/Facebook