Capitano Ultimo e Rita Dalla Chiesa. Fonte: Facebook

La decisione di revoca della scorta al colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio ha suscitato sgomento e indignazione. A seguito della notizia dell’avvio del procedimento, è esplosa nuovamente la rabbia di una giornalista che ha sempre sostenuto il Capitano Ultimo, Rita Dalla Chiesa. Come già in passato era accaduto, la figlia del generale Dalla Chiesa si è schierata contro questa decisione.

La decisione di revoca della scorta al Capitano Ultimo

La notizia della decisione di revocare la scorta al colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, conosciuto da tutti come Capitano Ultimo, è arrivata ieri, 8 ottobre, in serata.

Lui stesso ha pubblicato la foto del documento nel quale è contenuta la comunicazione di avvio del procedimento di revoca. De Caprio ha commentato con parole dure e amare la decisione che metterebbe a repentaglio la sua vita.

Rita Dalla Chiesa da sempre schierata con il colonnello

Nel post del Capitano Ultimo è taggata anche Rita Dalla Chiesa. La giornalista, infatti, già in passato si era schierata in difesa del colonnello, quando nell’agosto del 2018 la revoca della scorta l’aveva lasciata incredula e amareggiata.

A dicembre scorso, è arrivata la decisione del Tar del Lazio di restituire la scorta a De Caprio. Adesso, si ripete la stessa storia, al colonnello potrebbe essere di nuovo tolta la scorta, ma Rita Dalla Chiesa non ci sta e lo ha fatto sapere in queste ore su Instagram.

La rabbia della giornalista su Instagram

La Dalla Chiesa ha pubblicato una foto sul social network che riprende quel documento già postato dal Capitano Ultimo. La didascalia della giornalista evoca quella rabbia già conosciuta e provata nei mesi dell’anno scorso.

Hanno revocato la scorta al Capitano Ultimo. La mafia non esiste più…dicono“, ha esordito così, poi ha continuato: “Ma le persone perbene non ci stanno. E chiedono immediato reintegro di protezione per un ufficiale dei Carabinieri al quale tutti dobbiamo moltissimo“. La giornalista ha chiesto: “Perché questo silenzio, intorno a lui?“. Infine ha espresso una speranza: “Mi aspetto che anche tutti quelli che, contrariamente a lui, la scorta ce l’hanno, prendano posizione e gli esprimano solidarietà. Sarebbe un gesto di grande importanza nei confronti di Ultimo“.

La petizione online

In queste ore, intanto, su change.org è stata lanciata una petizionePer il reintegro immediato della scorta al Col.

Sergio De Caprio“. Sul sito si legge un lungo pensiero riguardo ciò che sta accadendo, di cui si propone solo uno stralcio: “Siamo di fronte a colui che ha arrestato un pericoloso latitante esponente di Cosa Nostra. E non solo“. Ancora: “Ultimo non è un lacchè, un paggio, o un inserviente. È un servitore dello Stato. E la diffidenza che lo circonda, la sfiducia nei suoi confronti, i sospetti fatti circolare ad hoc da troppi anni ci devono preoccupare moltissimo“. In quanto: “Essi lambiscono la sua reputazione.

Mirano a distruggerlo personalmente e professionalmente. Bisogna sgombrare il campo, liberare da equivoci spiacevoli e insopportabili la sua nobile figura. Ed è imperativo categorico il suo diritto ad essere difeso“. La petizione mira a raggiungere 25mil firme, finora ne sono state registrate più di 23mila, e aumentano di ora in ora.