Roberta Capua

Nata a Napoli il 5 dicembre 1968, Roberta Capua è una delle conduttrice più apprezzate del panorama televisivo nostrano. Alta ben 1.80 metri, nel 1986, a soli 18 anni, ha vinto Miss Italia e da allora la sua strada è stata una continua ascesa.

La carriera di Roberta Capua

Poco tempo dopo la sua elezione come reginetta di bellezza, Roberta Capua ha affiancato Claudio Cecchetto nella conduzione di Vota la voce. Dopo questa esperienza ha proseguito il suo lavoro di modella e indossatrice, per poi ritornare in televisione con la rubrica I bellissimi di Rete 4 nel 1993. Due anni dopo, invece, diventa la valletta de La ruota della fortuna.

Sempre nel 1995, inoltre, le viene affidato il timone di Nonsolomoda, programma che condurrà fino al 1997.

Dal 1998 al 2002 lavora in Rai, conducendo dapprima Fantastica italiana assieme a Giancarlo Magalli, per poi passare a Mattina in famiglia e Mezzogiorno in famiglia con Tiberio Timperi. Nel 2002 presenta Unomattina, per poi condurre vari show come Italiani nel mondo, Concerto al Senato e Dono d’amore.

Nel 2004 ritorna a Mediaset diventando il volto femminile di Buona domenica e Sei un mito. L’anno successivo presenta Tutti pazzi per i reality con Marco Liorni e nel 2008 dichiara di voler lasciare momentaneamente la TV per crescere il figlio.

Un distacco durato fino al 2013, quando ritorna con il programma Studio 5 di Alfonso Signorini. Nel 2017 ha vinto la seconda edizione di Celebrity Masterchef Italia, mentre quest’anno è stata ospite di Miss Italia 2019.

Roberta Capua e l’amore per la famiglia

Dopo aver fatto un breve excursus sulla vita professionale di Roberta Capua, passiamo alla vita privata. Dopo essere stata fidanzata dal 2003 al 2005 con Massimiliano Rosolino, nel 2011 è convolata a nozze con l’imprenditore bolognese Stefano Cassoli. Dalla loro relazione è nato il frutto del loro amore, ovvero il figlio Leonardo.

Proprio per il figlio aveva deciso di allontanarsi momentaneamente dal piccolo schermo, tanto che nel 2017 aveva dichiarato: “Non volevo delegare la crescita di Leonardo ad altri. Avendo la fortuna di poterlo fare, ho scelto di non lavorare“. Per poi aggiungere: “Ero consapevole che poi avrei avuto difficoltà a risalire in sella, ma mi sembrava più importante Leonardo“.