Uomo in manette

La storia sembra avere dell’incredibile, ma un caso di omicidio è stato scoperto grazie ad una scheda SD trovata per strada. Dentro, foto e video che hanno permesso di identificare sia la vittima che il suo assassino.

39 foto e 12 video dell’omicidio

È successo ad Anchorage, la più grande città dell’Alaska. Lo scorso 30 settembre una donna ha chiamato la polizia per dire che aveva trovato per strada una scheda di memoria che conteneva 39 foto e 12 video dell’omicidio di una donna. La polizia ha acquisito la scheda e, una volta visionato il materiale, confermato che si trattasse di immagini reali.

La scheda stessa era stata rinominata “Omicidio all’hotel Marriott”.
La storia raccontata dalle foto, combinate e analizzate, mostra una donna che viene brutalmente picchiata e strangolata in una stanza di hotel. Altri la mostrano coperta da un lenzuolo e infine caricata sul retro di un pick up. La data delle foto risale al 04 settembre 2019. Grazie a molti dettagli, la polizia è riuscita ad arrestare il suo assassino.

Chi sono vittima e carnefice

La polizia ha infatti arrestato un uomo, Brian Steven Smith, residente di Anchorage ma originario del Sud Africa. Lo hanno preso all’Aeroporto Internazionale Ted Stevens mentre stava rientrando da un viaggio.

L’uomo era già conosciuto alle forze dell’ordine, in quanto coinvolto in un altro caso aperto (ma non è stato reso noto in che ruolo).
È stato possibile risalire a lui grazie a numerosi fattori: l’hotel è stato riconosciuto grazie alla moquette e per la notte dell’omicidio c’era una camera registrata a suo nome, così come il pick up ben in evidenza nelle foto e nei video.
Il corpo della donna è stato ritrovato a lato di una strada qualche giorno fa. Solo successivamente è stata identificata come la 30enne Kathleen J. Henry. Non sono stati rivelati ulteriori dettagli.

L’aiuto nell’indagine

Il portavoce della polizia di Anchorage MJ Thim, ha dichiarato che nella vicenda sono stati fondamentali due fattori. Il primo l’aiuto della donna che ha ritrovato la scheda SD, che ha avvisato la polizia del suo contenuto. Il secondo il lavoro tra le due unità che stavano investigando sui due casi separati.
I video sembrano essere stati realizzati da Brian Steven Smith stesso, forse come macabro souvenir dell’omicidio. Non è chiaro se la scheda sia andata smarrita o l’abbia gettata volontariamente. L’uomo adesso è in carcere, in attesa del processo, con una cauzione fissata a 500.000 dollari.