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L’inizio dell’operazione “Sorgente di Pace” della Turchia nei territori della Siria del Nord sotto il controllo dei curdi continua, nonostante le preoccupazioni della comunità internazionale. Le Forze Democratiche Siriane hanno comunicato la fuga di 5 miliziani dell’Isis da una prigione nella zona in cui si stanno svolgendo i bombardamenti turchi. Inoltre, un video rilasciato sull’account Twitter dell’FDS mostra i familiari dei miliziani che cercano di scappare dal campo di al-Hol.

Siria, fuga dei militanti dell’Isis dopo l’attacco della Turchia

Nei campi del Nord-Est della Siria sono detenuti circa 13mila miliziani dell’Isis e 70mila loro familiari. Le forze curde avevano lanciato l’allarme riguardo i rischi di fuga in caso di invasione da parte di Erdoğan e ora l’allarme è diventato realtà.

I 5 militanti dell’Isis sono fuggiti dalla prigione di Jirkin, a Qamishli, dove è esplosa un’autobomba nel primo pomeriggio di oggi. L’attentato è stato rivendicato dallo stesso Stato Islamico e ha causato diverse vittime tra i civili.

Nel frattempo, sempre secondo quanto riferito dall’FDS, è scoppiata una rivolta al campo di al-Hol, dove sono detenuti i familiari dei miliziani neri. Alcune donne hanno tentato la fuga, aggredendo le guardie con bastoni e sassi. Nel video pubblicato sui social delle milizie curde si vedono donne vestite di nero che cercano di scappare dal campo situato in una delle zone in cui procede l’avanzata turca.

L’offensiva turca in Siria

Ankara riferisce che almeno 340 miliziani curdi sono stati uccisi in seguito all’offensiva in Siria. Le forze turche sono penetrate per almeno 8 km all’interno del Kurdistan siriano, causando la fuga di 100mila civili.

L’operazione decisa da Erdoğan sta causando forti tensioni nella comunità internazionale, con il Pentagono che chiede alla Turchia di fermare l’invasione. Anche il premier Giuseppe Conte è intervenuto, dichiarando che l’Unione europea non può accettare il ricatto di Ankara sui profughi e che l’offensiva deve terminare immediatamente.

Il presidente Sergio Mattarella ha espresso la sua preoccupazione dal vertice di Atene, dichiarando che l’Europa rischia di essere “travolta” e di avere un ruolo marginale nella crisi siriana se non agirà in modo tempestivo.

Immagine di copertina: FDS/Twitter