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In tutto il pianeta il 14% del cibo viene sprecato ancora prima di raggiungere lo scaffale dei negozi. È il dato che emerge dal rapporto della Fao sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2019, presentato in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione. L’organizzazione delle Nazioni Unite sottolinea come gli sprechi interessino punti e momenti diversi della filiera, dal raccolto all’immagazzinamento, e possano variare in maniera considerevole tra una regione e l’altra.

Sprecato il 21,6% di frutta e verdura

Secondo il rapporto, la percentuale più alta di sprechi riguarda Asia centrale e Asia meridionale, con il 20,7% di cibo che non raggiunge i luoghi di vendita.

Al secondo posto Nord America ed Europa con il 15,7%, mentre la medaglia di area più “virtuosa”, se mai questo termine è possibile, va ad Australia e Nuova Zelanda, con il 5,8% di cibo perso. Anche il tipo di prodotti può variare notevolmente: il 25,3% dei tuberi a livello mondiale finisce per non essere consumato, così come il 21,6% di frutta e verdura e l’11,9% della carne.

I punti critici della filiera

Vedendo questi numeri diventa spontaneo chiedersi quali possano essere le ragioni di un simile spreco. Per rispondere, la Fao fornisce un’analisi dettagliata dei punti della filiera produttiva in cui si annida solitamente il problema.

Una delle fasi più critiche è quella dell’immagazzinamento e della conservazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, mentre le altre principali perplessità riguardano le tecniche utilizzate durante i raccolti e quelle relative al confezionamento dei prodotti. Per frutta e verdura la cattiva manutenzione dei magazzini, così come dei sistemi di refrigerazione, si traduce in ingenti perdite di cibo nel 50% dei casi segnalati nel sud-est asiatico.

Come ha evidenziato Qu Dongyu, direttore generale della Fao, queste cifre dovrebbero influenzare e guidare le politiche del futuro: “Mi chiedo spesso come possiamo permettere che il cibo venga sprecato – ha scritto nell’introduzione del rapporto – quando più di 820 milioni di persone nel mondo continuano a soffrire la fame ogni giorno”.