Patrizia Reggiani, la ex lady Gucci è stata la mandante dell’omicidio di uno dei rampolli della dinastia della famosa famiglia fiorentina. Parliamo di Maurizio Gucci da cui era già separata.

Un omicidio a sangue freddo

Era il 1995 e precisamente il 25 marzo e Maurizio Gucci, quarantasei anni, erede di una delle case di moda più prestigiosa al mondo, si recava dalla sua abitazione di Milano in Corso Venezia al suo ufficio in Via Palestro. Ma quella fu l’ultima volta che l’imprenditore fiorentino compì quel tratto di strada.

Lo raggiunsero quattro colpi di pistola di cui l’ultimo alla testa fu fatale. Un uomo di corporatura robusta e una giacca color cammello lo stava seguendo, mentre entrava nell’atrio del palazzo sede del suo ufficio milanese.

Il portiere venne colpito anche lui e raccontò subito dopo agli inquirenti come si svolsero i fatti.

Patrizia Reggiani Gucci
Fonte Die Welt

Le indagini sul delitto Gucci

Le indagini con a capo il pm Carlo Nocerino si concentrarono da subito sull’immenso patrimonio della famiglia Gucci e soprattutto sui possibili nemici che avrebbero potuto essere coinvolti nell’efferato delitto. Gli interessi in ballo erano enormi e gli inquirenti andarono a fondo non tralasciando nulla.

Nel 1993 Maurizio Gucci aveva ceduto le sue quote alla Investcorp, una società finanziaria di investimento anglo-araba e da poco aveva fondato un’altra società la Vierse con sede in via Palestro, proprio dove venne ucciso quella mattina di marzo.

Patrizia e Maurizio Gucci
Fonte La 7

Si indaga su tutto e tutti, all’interno della famiglia e fuori. Patrizia Reggiani si era ormai separata da tempo dal marito e lui aveva una storia stabile con Paola Franchi. Venne vagliato anche il delitto passionale ma senza arrivare a nessuna soluzione.

Mandante e complici del delitto Gucci

Dopo due anni e precisamente nel gennaio del 1997, Filippo Ninni, il capo della Criminalpol, riceve una telefonata da un informatore che diceva di possedere notizie importanti sull’omicidio Gucci.

Pare infatti che un certo Ivano Savioni, detto Sauvignon, abbia chiacchierato un pò troppo, vantandosi di essere stato lui ad assoldare il killer del caso Gucci. Questo fu l’inizio delle indagini che portarono ad una scoperta incredibile.

Una vera e propria associazione a delinquere aveva costruito a tavolino il delitto di Maurizio Gucci. La mandante era Patrizia Reggiani, la Lady Gucci ormai separata da tempo dal marito.

Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani ai tempi del loro amore
Fonte La7

Patrizia Reggiani la mente di tutto

La ex moglie di Maurizio Gucci, era ancora in collera con lui per via della separazione e inoltre sconvolta per una grave operazione al cervello.

Ma non fu sola ad architettare tutto. Una donna, una certa Giuseppina Auriemma, detta Pina, sedicente maga e fattucchiera, ex proprietaria di due boutique a Napoli e Portici, era una assidua frequentatrice di Lady Gucci. Savignoni prendeva spesso parte alle sedute spiritiche organizzate dalla stessa Pina e la signora Reggiani.

Fu un amico di Savignoni, un certo Orazio Cicala, ex imprenditore di Arcore, fallito per i debiti e con il vizio del gioco, ad assoldare il killer di Maurizio Gucci. Si chiama Benedetto Ceraulo, un trentacinquenne di origini siciliane.

Dalle intercettazioni effettuate vengono fuori i particolari dell’accordo tra il quintetto che aveva messo in atto l’omicidio. In tutto la cifra sborsata dalla Reggiani ammontava a 600 milioni di lire, così suddivisi: 50 andavano all’amica e maga Pina, stessa cifra per “Sauvignon”, poi la cifra di 350 milioni per Cicala ed infine 150 per il killer Ceraulo.

Gli arresti e le condanne dell’omicidio Gucci

Patrizia Reggiani, ex signora Gucci, venne arrestata e si presentò all’interrogatorio il 31 gennaio 1997. La Corte di Cassazione confermò nel 2001 le condanne di primo grado: 28 anni e undici mesi al killer Ceraulo, che nessuno degli altri complici osò accusare per paura delle sue ritorsioni. A Patrizia Reggiani e Orazio Cicala vennero dati 26 anni, 20 anni e mezzo a Ivano Savioni ed infine alla maga Pina Auriemma 19 e mezzo.

La signora Reggiani non ha mai ammesso la sua colpa e ha dichiarato: “Sono stata ingenua fino al limite della stupidità e mi sono trovata coinvolta mio malgrado, ma complice mai…”

Patrizia esce definitivamente dal carcere nel 2015. La notizia della sua uscita qualche anno prima aveva dato scandalo e fatto molto chiacchierare. La signora infatti aveva preferito rimanere in cella, rinunciando di fatto alla semi libertà perché non voleva lavorare ma dedicarsi nel carcere di San Vittore alle sue piante.