Carmine Buschini, primo piano

Carmine Buschini è diventato un attore famoso grazie alle serie Braccialetti Rossi. Conosciuto dal pubblico come Leo, il nome del suo personaggio, ha reso famosa la serie nata dall’omonimo romanzo di Albert Espinoza. Braccialetti rossi è andato in onda dal 2014, girato in ospedale, protagonisti erano un gruppo di ragazzi affetti da tumori e altre patologie gravi, insieme affrontavano le cure e la malattia, commuovendo il pubblico a casa che si è affezionato alle loro storie. Carmine, che oggi ha 23 anni, è rimasto profondamente colpito dalla serie, come il suo pubblico e ne ha parlato in una intervista a il Corriere della Sera.

L’avventura nella recitazione prima di Braccialetti rossi

Il caso ha voluto che un’amica di mamma si occupasse di casting a Riccione così per gioco mi sono presentato a un provino per una pubblicità e mi hanno preso. Grazie a quello spot sono stato segnalato al regista ed è partita così l’avventura dei Braccialetti Rossi“, comincia così l’avventura nella recitazione di Carmine Buschini. Poi quella serie tv che ha cambiato la sua vita e l’ha reso famosissimo.

Per prepararsi a quella interpretazione c’è voluto un po’ di tempo: “Sono stato in varie strutture per far visita ai malati e prima delle riprese ho passato due giorni nella comunità Papa Giovanni XXIII, dove ho legato con Antonio, un ragazzo sulla sedia a rotelle a cui facevo ogni tipo di domande.

È lui che mi ha insegnato a “correre” in carrozzina. Ho capito che per lui era la normalità e mi ha aperto il cuore sulla disabilità mostrandomi come vivere tutto più intensamente e con passione“.

Poi conclude: “Da un lato m’imbarazzo perché in fondo per tre anni io la malattia l’ho solo raccontata mentre gli eroi sono loro che ci combattono ogni giorno. Dall’altro, invece, quando vado a trovare i malati in ospedale vedo che mi trattano come “uno di loro”, sanno che li capisco, e alcuni hanno fatto anche un cameo nella serie“.