cane dietro le sbarre

Negli USA niente più pene lievi per chi è incline a maltrattare gli animali. Questa volta è lo Stato ad usare il pugno duro, attraverso una proposta di legge che renda crudeltà e maltrattamenti crimini federali.

Maltrattare è un crimine: la proposta di legge

Si tratta di un’importante modifica del Pact Act, la legge americana di riferimento in materia di crudeltà e maltrattamenti sugli animali, per cui chiunque si macchi di atti di tortura o maltrattamenti nei confronti di qualsiasi animale sarà accusato di un reato federale.

Fino ad oggi, l’insieme delle norme presenti nel Pact act si era limitato a infliggere pene e sanzioni solo in caso di episodi di maltrattamento diventati noti o di cui si avessero immagini.

Per tutti gli altri casi invece? Dove le torture avvenivano fuori dall’inquadratura di una fotocamera?
Ecco, è proprio qui che si inserisce la nuova proposta approvata in questi giorni dalla Camera degli Stati Uniti.

La legge riempie così un vuoto legislativo che consentiva a molti (troppi) colpevoli di maltrattamenti di restare impuniti. Se venisse approvata anche dal Congresso, l’FBI e le altre agenzie federali avrebbero la possibilità di infliggere pene detentive fino a 7 anni di carcere, oltre che ingenti sanzioni economiche. Insomma, un bel deterrente per consentire a chi è solito maltrattare gli animali, di pensarci due volte.

Chi sono gli artefici della proposta

La sensibilità nei confronti degli animali è un sentimento condiviso tra i politici americani. A dimostrarlo è la paternità bipartisan di questa nuova legge, capace di unire eterni avversari. Un grosso sostegno è arrivato anche dalla società civile. Durante il suo discorso Ted Deutch, membro della Camera dei Rappresentanti e tra i promotori del disegno di legge, ha ringraziato, tra gli altri, un giovane studente. Il ragazzo, presente anche nell’aula, è riuscito da solo ad organizzare una raccolta di più di 700mila firme in favore della proposta.