mano di donna con flebo

Giulia ha 22 anni, è una studentessa campana e ha scelto di dare alla sua vita un’impronta straordinaria, complici un cuore immenso e un coraggio che insegna. Come ha testimoniato lei stessa sui social, ha deciso di donare il midollo osseo affrontando un lungo percorso di esami e prelievi. Con il suo gesto ha salvato la vita a un paziente, dopo aver intrapreso il cammino di donatrice nel 2018.

Giulia, donatrice di midollo osseo a 22 anni

La storia di Giulia, studentessa 22enne donatrice di midollo osseo, è circondata da una cornice di entusiasmo che avvolge anche la sua città, Caserta.

Il sindaco, Carlo Marino, ha sintetizzato il sentimento di gioia della comunità con un messaggio su Facebook:Giulia, la nostra giovane concittadina risultata donatrice compatibile di midollo osseo utile alla cura delle malattie genetiche rare e di altre gravi patologie, (…) diventa la prima, coraggiosa ed avanzata testimone del grande cuore della nostra città“.

Giulia ha un cuore grande, capace di grandi cose e grandi sogni, su tutti quello di poter aiutare gli altri. Così, nel 2018, come lei stessa ha raccontato in un lungo post sui social, ha deciso di iscriversi al registro nazionale donatori, durante una campagna di sensibilizzazione di Admo (Associazione Donatori di Midollo Osseo) a Caserta.

Era ottobre, nel maggio successivo la svolta: “Ho ricevuto una telefonata dal policlinico di Napoli con cui mi comunicarono che ero risultata compatibile con un paziente che aveva necessità di affrontare un trapianto, di cui non avrei potuto sapere niente per privacy“.

Il gesto che ha salvato una vita

Nel suo racconto sui social, Giulia spiega quello che è successo dopo aver scoperto di essere la più compatibile nel ventaglio di potenziali donatori valutati per un trapianto.

È iniziato così il mio percorso: ho fatto più di 50 prelievi, esami di ogni tipo, ecografie, rx e ancora prelievi almeno una volta alla settimana.

Oggi, dopo un mese, ho effettuato l’espianto delle cellule staminali dalle creste iliache. Non è stato facile, ma tutte le mie preoccupazioni (e chi mi conosce sa che non sono mai poche) sono passate in secondo piano grazie a tutta l’équipe di medici che mi ha seguita dall’inizio alla fine“.

Giulia ha scelto di non fermarsi e non si è voltata dall’altra parte. Ha scelto di proseguire nel difficile cammino che l’avrebbe portata a compiere un atto d’amore concreto e autentico, con tanti sacrifici.

Il suo messaggio conclusivo, rivolto al ricevente, è il sigillo emozionante intorno a una vicenda che insegna: “Io non so chi tu sia, non so dove sei, non so come sono fatti i tuoi occhi, ma ti auguro tutto il meglio che possa offrirti questa “nuova vita”; ti auguro di vivere ogni tipo di emozione, che insieme a te vivrò anche io“.