bambini di spalle in classe a scuola

Il caso della maestra sospesa per aver denunciato le presunte violenze subite da un’alunna si è imposto tra le cronache nazionali destando indignazione. La donna, insegnante di una scuola elementare della provincia di Pavia, è stata destinataria di un provvedimento che ha fatto discutere. Ai microfoni di News Mediaset ha ribadito la sua posizione, difendendo la sua scelta di non voltarsi dall’altra parte.

Parla la maestra sospesa

I microfoni di News Mediaset hanno raccolto le dichiarazioni della maestra elementare sospesa in provincia di Pavia, il cui caso è rimbalzato sulle cronache nazionali.

Il provvedimento, della durata di un giorno (non retribuito), era stato adottato dopo che l’insegnante aveva denunciato le presunte violenze che una delle sue alunne avrebbe subito in famiglia.

Ad adottarlo era stata la dirigente dell’istituto: la docente era stata quindi ‘punita’ per violazione del segreto d’ufficio e per aver prodotto un danno all’immagine della scuola.

La vicenda, avvenuta durante lo scorso anno scolastico, è finita in tribunale e il giudice ha invitato la nuova dirigenza della scuola a procedere con la revoca della sospensione e la restituzione della mancata retribuzione.

Io ho agito in coscienza – ha commentato la docente – e se tornassi indietro farei la stessa scelta.

Non volevo girarmi dall’altra parte“. La maestra ha ribadito la sua posizione, difendendo la decisione di denunciare.

La minore (ora affidata alla nonna in attesa che si chiarisca la posizione della famiglia) avrebbe fatto drammatiche rivelazioni ad alcuni compagni:In lacrime – racconta l’insegnante –, la bambina ha detto di essere stata percossa dal padre per un 6 in scienze“. A quel punto, la maestra avrebbe portato l’alunna in bagno finendo per scoprire dei lividi sulle gambe.

La denuncia dell’insegnante

La maestra avrebbe immediatamente riferito tutto alla dirigente, ma in assenza di una presa di posizione sulla vicenda avrebbe poi deciso di muoversi autonomamente, presentando denuncia ai carabinieri.

Secondo quanto emerso, all’epoca dei fatti in questione la bimba viveva insieme al papà e alla nonna ma senza la madre, a cui sarebbe stata tolta la potestà genitoriale quando era molto piccola.

La maestra sostiene di aver vissuto per un anno intero nell’angoscia, preda di una crescente paura per l’incolumità della minore. “È assurdo, in Italia bisogna aspettare la tragedia“, ha concluso. Le indagini sulle presunte violenze continuano, a carico del padre della bambina non risulta alcun provvedimento.