chirurghi in sala operatoria

Al Niguarda di Milano, una paziente di 82 anni è stata operata al cuore senza anestesia ma con ricorso all’ipnosi. L’intervento riguardava la sostituzione della valvola aortica, effettuata senza sedazione e quindi senza somministrazione di farmaci solitamente usati in ambito anestesiologico.

Operata sotto ipnosi senza anestesia

L’intervento di sostituzione della valvola aortica su una paziente 82enne, effettuato sotto ipnosi e senza anestesia, è stato condotto con successo all’ospedale Niguarda di Milano.

Un approccio rivoluzionario che ha ‘bypassato’ quello anestesiologico standard, per un’operazione della durata di poco più di un’ora. È quanto fanno sapere dalla struttura sanitaria che ha precisato come, normalmente, questo tipo di operazioni richieda la somministrazione di sedativi per procedere in condizioni di massima sicurezza ed efficacia.

L’intervento prevede l’accesso dall’arteria femorale tramite tecnica mini invasiva, e si sviluppa con l’inserimento di sottilissimi cateteri che conducono una valvola auto-espandibile all’interno del corpo fino a raggiungere il sito d’impianto. Lo ha spiegato Giuseppe Bruschi, cardiochirurgo dell’équipe diretta da Claudio Russo, in una nota ufficiale del Niguarda.

Le condizioni della paziente

La paziente, 82 anni, manifestava uno stato di sofferenza polmonare causato da una recente polmonite e da una broncopneumopatia ostruttiva, motivo per cui l’équipe del Niguarda ha optato per l’ipnosi.

Si è trattato di una decisione su cui ha inciso anche la conformazione anatomica del collo, che avrebbe reso malagevole la procedura di intubazione in caso di complicazioni.

A indurre l’anziana in stato ipnotico è stata Sandra Nonini, specialista dell’Anestesia e Rianimazione 3 diretta da Maria Pia Gagliardone. “Oggi mi sto specializzando presso un centro a Torino“, ha spiegato la dottoressa, sottolineando come si sia avvicinata a questa tecnica e al suo impiego in ambito medico e chirurgico durante la sua esperienza professionale in Francia (dove l’ipnosi è frequentemente utilizzata in sala operatoria ma anche in casi di intervento ambulatoriale).

La paziente ha mantenuto condizioni ottimali durante la procedura (con ottima stabilità dei parametri respiratori ed emodinamici – e non avrebbe sentito alcun “fastidio”. Nella nota diffusa dall’ospedale, si legge che la stessa ha riferito di “essere andata con la mente alla sua infanzia”, ricordando, al riveglio, colori vividi e profumo di limoni selvatici.

La tecnica utilizzata in sala operatoria

Ho fatto concentrare la paziente su un punto e l’ho portata a lavorare sulla respirazione– ha riferito Sandra Nonini-. Quindi l’ho portata ad immaginare di trovarsi nel suo luogo sicuro“. Lo stato di “trance” raggiunto, ha poi spiegato, è differente dal sonno e ha consentito di concludere l’operazione “grazie ad uno stato di immobilità tenuto dall’inizio alla fine della procedura“.

Non tutti possono essere ipnotizzati (circa l’80% dei pazienti) e prima di procedere occorre sottoporre il soggetto ad alcuni test. Dal Niguarda sottolineano come sia fondamentale informare in modo dettagliato il paziente: “L’ipnosi rimane comunque una via complementare e non alternativa alle normali tecniche anestesiologiche – ha concluso Nonini –. Va inoltre sottolineato come le procedure mediche sotto ipnosi stiano a poco a poco prendendo piede anche in Italia con diverse applicazioni in ambito chirurgico e non solo“.