antonello nicosia

Antonello Nicosia, membro del comitato nazionale dei Radicali italiani, è stato arrestato questa mattina all’alba con l’accusa di aver trasmesso messaggi fuori dalle carceri. Con lui sono state arrestate altre 4 persone: tra queste Accursio Dimino, capomafia di Sciacca.

Messaggero per i clan

Stando alle accuse, Nicosia avrebbe fatto da tramite tra i boss in carcere e i clan, portando all’esterno delle carceri messaggi e ordini.

Stando alle intercettazioni della polizia, come rivela AdnKronos, definiva l’uccisione di Giovanni Falcone, nella strage di Capaci, “un incidente di lavoro“. I pm della Dda di Palermo scrivono: “Sia gli incarichi assunti a diverso titolo in più associazioni volontaristiche, sia l’elezione nel movimento dei Radicali italiani sia ancora i rapporti stretti con l’Onorevole Giuseppina Occhionero sono stati tutti da lui strumentalizzati per accreditarsi presso diverse strutture penitenziarie e per fare visita a mafiosi detenuti, a scopi estranei a quelli, proclamati, della tutela dei loro diritti“.

Definiva Matteo Messina Denaro il “nostro primo ministro” e “Per la realizzazione di un non meglio delineato progetto che, afferente il settore carcerario, interessava direttamente il latitante Messina Denaro da cui l’indagato si aspettava di ricevere un ingente finanziamento non ritenendo sufficienti i ringraziamenti che asseriva di avere ricevuto dallo stesso ricercato“.

Gli obiettivi di Nicosia

Il massimo obiettivo auspicato da Antonello Nicosia era quello di formalizzare una collaborazione con la Camera dei Deputati, come noto prevista dai regolamenti parlamentari, grazie alla quale egli avrebbe potuto fare visita financo ai detenuti sottoposti al regime speciale di cui all’art. 41 bis“, rivelano ancora i pm.