Famiglia mormone morta in Messico

La storia di Devin Langford sta facendo il giro del mondo. Negli Stati Uniti è già considerato un eroe, dopo essere sfuggito ad un’imboscata ed aver corso nel deserto in cerca di aiuto. Grazie a lui, altri suoi fratelli sono stati salvati.

L’imboscata dei narcotrafficanti

Devin, 13 anni, fa parte di una comunità di mormoni che vivono nel Nord del Messico, zona che negli ultimi anni è diventata sempre più pericolosa per via dei cartelli della droga. Lunedì scorso Devin stava viaggiando attraverso il deserto in uno dei tre SUV che componevano una piccola carovana. Questi erano guidati da tre donne e a bordo c’erano in totale 14 bambini, la più piccola di solo 7 mesi, tutti cittadini statunitensi.


Le fonti riportano che la carovana è stata attaccata da un gruppo di narcotrafficanti e crivellata di colpi. Sono state uccise e bruciate le 3 madri e 6 bambini, mentre Devin e altri fratelli sono stati costretti a scappare nel deserto dalle stesse persone che li stavano attaccando. Qui inizia il suo lungo viaggio in cerca di aiuto.

La corsa nel deserto

Alcuni di loro, come il fratello Cody, sono stati feriti e dopo un po’ hanno capito che non ce l’avrebbero fatta a proseguire tutti insieme nel deserto.

Devin, a questo punto, ha deciso di nascondere gli altri fratelli sotto alcuni cespugli, usando rami e arbusti per coprirli, per poi tentare l’impresa disperata. Ha corso da solo nel deserto, per 23 chilometri, in cerca di aiuto.
Ha così raggiunto la cittadina di La Mora, dove ha sede la loro comunità, ed ha potuto chiedere aiuto. Accompagnati da altri parenti, tra cui lo zio Kenneth Miller, la famiglia è ritornata sul luogo del massacro ed ha potuto salvare i fratelli, rimasti nascosti. Ma all’appello ne mancava uno.

La sorellina scomparsa

Tra i 6 fratelli tratti in salvo da Devin, mancava solo la sorellina McKenzie, di 9 anni.

Questa, non vedendo tornare il fratello dopo molte ore, aveva deciso di andare a cercare aiuto per conto proprio. Lo zio Kenneth e altri l’hanno ritrovata nell’oscurità del deserto, quando ormai erano passate 10 ore dal massacro. La prima cosa che ha detto è stata “Dobbiamo tornare indietro per gli altri”, ha riferito lo zio.

L’altro miracolo

In questa tragica vicenda con un parziale lieto fine, viene anche raccontato una sorta di piccolo miracolo. La più piccola bambina a bordo dei SUV, Faith, di soli 7 mesi, pare essersi salvata miracolosamente. La famiglia accorsa sul posto ha trovato sul suo seggiolino segni di proiettili, ma la bambina è illesa. Secondo le fonti, Christina Johnson, l’ha nascosta dietro al sedile, poi è scesa con le mani in alto ed è stata uccisa.
Le famiglie e l’intera comunità mormona di La Mora si sta ancora riprendendo dalla vicenda: i funerali sono stati celebrati giovedì, ma la conta dei feriti è stata alta e alcuni di loro, come Cody, hanno avuto bisogno di interventi chirurgici.

Le ragioni dell’attacco

Le fonti estere riportano la notizia che la famiglia potrebbe essere stata scelta non casualmente, un attacco mirato. La comunità è stata descritta come idilliaca dai parenti e da coloro che ci sono cresciuti, ma negli ultimi tempi la violenza della zona è cresciuta in modo inarrestabile.
Secondo il governo messicano, che nel frattempo ha messo sotto scorta la famiglia, potrebbe anche essersi trattato di scambio di persona, o una famiglia finita tragicamente in mezzo ad una guerra tra cartelli della droga.