mani di prete con ostia e crocifisso

Un prete del Casertano è stato arrestato con l’accusa di abusi sessuali su una bambina di 10 anni, dopo essere stato destinatario di un provvedimento di sospensione dal servizio su segnalazione della diocesi di Aversa. Il caso era finito al centro di un servizio de Le Iene, andato in onda qualche giorno prima dell’esecuzione del provvedimento restrittivo su ordine del gip di Napoli Nord. La piccola aveva trovato il coraggio di registrare gli incontri con il telefonino, fornendo così un quadro puntuale e inquietante di quanto si sarebbe consumato all’ombra della fede.

Prete accusato di abusi su una bimba

La notizia dell’arresto di don Michele Mottola, ex parroco di Trentola Ducenta (Caserta), ha fatto irruzione tra le cronache nazionali dopo che il caso è finito in televisione.

A occuparsene era stata la trasmissione Le Iene, con un servizio di Nina Palmieri in cui era emersa la testimonianza della presunta vittima di abusi sessuali, che sarebbe finita in un vortice di violenze all’età di 10 anni.

A compierle, secondo l’accusa, sarebbe stato proprio il don che, come riporta Ansa, nel maggio scorso era stato sospeso dal suo servizio pastorale. Ad avviare la segnalazione sarebbe stata la diocesi di Aversa, che aveva dato impulso a una prima fase d’indagine sui fatti a lui ascritti.

Il gip del Tribunale di Napoli Nord ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del prete, eseguita dalla Polizia. La minore ha registrato l’audio degli incontri con il telefonino, fornendo così un elemento tangibile a supporto del suo racconto, inizialmente non creduto.

Audio choc sul tavolo degli inquirenti

Gli audio dei presunti abusi sessuali, registrati dalla ragazzina con il suo telefonino, sono stati trasmessi da Le Iene e hanno sconvolto l’opinione pubblica.

I contenuti sarebbero un pesante macigno sulla posizione del prete, evidenza di attenzioni di tenore allarmante nei confronti della bambina.

Mottola era stato sospeso nel maggio scorso dalla diocesi, con contestuale avvio di un processo canonico a suo carico (che sarebbe in corso).

L’ultimo incontro registrato dalla bimba risalirebbe al febbraio 2019. La piccola avrebbe deciso di agire in autonomia e ‘inchiodare’ il suo presunto molestatore, cristallizzando i dialoghi che sarebbero intervenuti nel corso di alcuni incontri.

I genitori avrebbero consegnato quei file audio alla polizia, dopo aver capito che la situazione aveva dei contorni da approfondire immediatamente.

Lasciami stare, basta“, diceva la bambina – come si sente in una registrazione trasmessa in tv – parole rivolte al prete che l’avrebbe portata in una stanza appartata. “Lo sai che ti voglio bene?“, e ancora “Lo vuoi un bacino?“, “Guarda che non c’è nessuno“, “Abbracciami, baciami. Dobbiamo fare le cose per bene“: queste alcune delle frasi che lui avrebbe pronunciato.

Secondo quanto riportato da Tgcom24, nel corso dell’incidente probatorio don Mottola si sarebbe difeso, definendo farneticante il racconto della minore.