macchina dei carabinieri

Si aprirà il prossimo 14 novembre il processo con rito abbreviato a carico di Salvatrice Spataro e dei figli Vittorio e Mario Ferrera, accusati di aver ucciso Pietro Ferrera, marito della donna e padre dei ragazzi. L’uomo fu colpito nel sonno e finito con 20 coltellate il 15 dicembre 2018, all’interno di un appartamento di via Falsomiele, a Palermo, al culmine dell’ennesima lite familiare. Poco dopo l’omicidio, la moglie aveva chiamato il 118: “Venite, ho ucciso mio marito“.

Ucciso da moglie e figli: via al processo

I 3 imputati dell’omicidio di Pietro Ferrera, barista ucciso a coltellate a Palermo nel dicembre 2018, hanno scelto il rito abbreviato.

Il processo a carico della moglie, Salvatrice Spataro, e dei figli Vittorio e Mario Ferrera, si aprirà il prossimo 14 novembre.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il delitto sarebbe maturato in un contesto di reiterate violenze domestiche, a detta degli imputati messe in atto dall’uomo, e quest’ultimo sarebbe stato colpito nel sonno al culmine dell’ennesima lite coniugale.

Un figlio della coppia avrebbe contattato la polizia pochi giorni prima dell’omicidio, deciso a sporgere denuncia per i presunti maltrattamenti subiti dal padre.

Moglie e 2 figli, rei confessi, avrebbero agito nella notte tra il 14 e 15 dicembre 2018 e poco dopo la mezzanotte sarebbe partita la telefonata della donna al 118, il cui contenuto era emerso, nell’immediatezza dei fatti, in tutta la sua drammaticità.

La telefonata al 118: “Ho ucciso mio marito”

Il contenuto della chiamata al 118, fatta dalla Spataro a mezzanotte e 6 minuti del 15 dicembre 2018 e riportato dal Giornale di Sicilia, ha aperto la prima finestra su un tessuto familiare che le indagini hanno ricostruito nel corso di questi mesi.

La donna, al telefono con un operatore, non aveva nascosto il tenore dell’accaduto:Pronto, per favore, urgentemente dovete venire in via Falsomiele, c’è mio figlio che è tutto insanguinato“.

Alla domanda del centralinista su cosa fosse successo, la 45enne avrebbe risposto: “Niente, ho ucciso mio marito“.

Il dramma si sarebbe consumato mentre i figli minori della coppia, di 11 . 16 anni, si trovavano a casa di alcuni parenti. “In galera farò una vita migliore di quella fatta finora“, avrebbe dichiarato la donna agli inquirenti.