giovane donna vittima di violenza sessuale

Una giovane di 22 anni è stata stuprata ripetutamente da tre uomini, due maggiorenne e un minorenne. I maggiorenni sarebbero un pentito e il figlio di una collaboratrice di giustizia. I tre hanno abbordato la giovane in una discoteca nei pressi de l’Idroscalo di Milano, dopo i primi rifiuti di lei, stando alla ricostruzione dei carabinieri, i tre l’hanno convinta a bere un drink con dentro della droga per stordirla, per poi portarla in un appartamento dove si sono verificate le violenze.

Un’inchiesta durata un anno, coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro.

Stordita con della droga nel drink

Una ricostruzione difficilissima, quella effettuata dai carabinieri di Milano, iniziata a seguito di una denuncia di stupro risalente alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2018.

In quella calda notte d’estate, una giovane di 22 anni si trovava presso la discoteca Papaya sita vicino all’Idroscalo di Milano con alcuni amici.

Secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti tra la scarna testimonianza della giovane e quella di alcuni amici che si trovavano con lei e a seguito di un lavoro incrociato dei dati, la vittima si trovava con a alcuni amici quando tre persone le si sono avvicinate, due uomini maggiorenni e un 17enne.

Pare che fin da subito le avessero fatto delle avance sessuali che lei non ha gradito, allontanandosi. Imperterriti i 3 l’hanno convinta a bere qualcosa e pare che dentro quel drink uno di loro, abbia messo qualcosa per stordirla e renderla abbastanza inerme da portarla via. Stando al racconto della vittima, sarebbe stato il 17enne.

Stuprata ripetutamente in un appartamento

Lasciata la discoteca, i tre hanno portato la 22enne nell’appartamento di uno di uno di loro, dove a turno hanno abusato di lei, mentre il terzo fotografa e riprendeva tutto con il cellulare. La giovane aveva raccontato ai carabinieri come uno la bloccasse con forza mentre un altro abusava di lei.

Sul suo corpo sono infatti state trovate ecchimosi di diversi centimetri di diametro a riprova di questa testimonianza.

La ragazza è stata visitata presso la clinica Mangiagalli, dove però i medici non hanno riscontrato lesioni tipiche dello stupro. Una mancanza di lesioni che il gip Anna Magelli aveva definito con una nota non significativi per l’esclusione dei rapporti subiti.

Due maggiorenni e un minorenne

Sono tre per persone che, dopo più di un anno di indagine, si trovano ora in custodia. Si tratta di un pentito di Camorra di 32 anni, proprietario dell’appartamento in cui è avvenuto lo stupro, del figlio 26enne di una collaboratrice di giustizia e di un ragazzo di 17 anni, il cui caso è al momento seguito dal tribunale dei minori. Durante l’interrogatorio il 26enne, alla presenza del suo avvocato, non ha negato i rapporti sessuali, ha invece negato lo stupro affermando che la giovane fosse consenziente.