L'hotel Rigopiano travolto da una valanga

Si torna a parlare del Rigopiano, l’hotel nel quale morirono 29 persone a causa di una valanga che travolse la struttura il 18 gennaio 2017. In questi giorni diversi beni dell’hotel sono finiti sul sito dell’asta giudiziaria, scatenando l’ira e la repulsione dei parenti delle vittime.

Hotel Rigopiano all’asta

Il 30 ottobre scorso, sul sito Aste Giudiziarie, sono finiti all’asta diversi beni dell’Hotel Rigopiano. Si tratta principalmente di beni di piccola dimensione ma di grande valore commerciale come bottiglie di vino, birra, champagne …. conservati nelle cantine dell’hotel non raggiunte dalla valanga. Non solo beveraggi, all’asta sono finiti anche diversi mobili scampati alla furia della neve.

Trovato un acquirente anonimo

A sconvolgere i parenti delle vittime non è stata soltanto l’asta bensì il fatto che pare ci sia un acquirente disposto a prendere tutto per 1800 euro. La base d’asta partiva da 700 euro, lo scorso 30 ottobre quando è subito arrivata a più del doppio della cifra grazie all’interesse di un acquirente anonimo.

La rabbia dei familiari delle vittime

Una notizia scioccante per i parenti delle 29 vittime della valanga. A rendere noto il loro disappunto è l’accoccato Romolo Reboa, insieme ai colleghi Gabriele Germanoo, Massimo Reboa, Silvia Rodaro, Maurizio Sangermano e Roberta Verginelli, che assistono le famiglie di 4 vittime.

Reboa ha spigato le dinamiche: “Le ha messe in vendita il curatore del Fallimento 70/2010, Del Rosso srl, mentre non è conosciuto chi farà il macabro brindisi al prezzo di aggiudicazione di 1.800 euro e ha partecipato per rilanciare, dato che il prezzo base era di 700 euro. L’annuncio è apparso sul sito Aste Giudiziarie”.

Le bottiglie all’asta sul sito di aste giudiziarie

Il legale e ha affermato che i suoi assistiti sono in shock: Ciò che ha sconvolto i miei assistiti è che vi è stata una macabra asta che ha visto più persone competere per assicurarsi le bottiglie della cantina della morte”.

“Commenti speculativi”

Seccata la replica del curatore dell’asta, il quale ha spiegato che tutto è stato fatto per via legale previa autorizzazione del giudice. “Non c’è alcun collegamento tra i beni all’asta e le vicende che riguardano la valanga che ha poi travolto l’albergo, così come c’entrano le vittime. Sono commenti speculativi”.

Credits immagine in alto: Vigili del fuoco