Davide Zavattin

Una tragedia difficile da accettare, soprattutto viste le premesse che hanno portato all’incidente. Un uomo è morto schiacciato dall’auto: lui e un’altra donna stavano correndo a salvare un amico che aveva minacciato il suicidio.

La corsa disperata

Quando Davide Zavattin, artigiano del marmo e ausiliario dei Vigili del Fuoco, e l’amica 25enne volontaria in Croce Rossa hanno sentito la minaccia di suicidio dell’amico, non ci hanno pensato due volte. Hanno preso l’auto e sono sfrecciati per le strade di Cinta Caomaggiore, provincia di Venezia. Volevano raggiungere l’amico della donna che aveva dichiarato di stare per togliersi la vita, ma non sono mai riusciti a raggiungerlo.

I due erano diretti verso Summaga di Portogruaro, paese natale della giovane. Verso le 19.15, l’incidente mortale.
Forse per la troppa velocità, l’auto guidata dalla 25enne è uscita di strada, ha abbattuto dei pali della luce ed ha finito la sua corsa ribaltandosi in un campo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Portogruaro e Motta di Livenza, tra loro anche alcuni amici e colleghi dell’uomo. Al loro arrivo hanno estratto due corpi: la donna è in prognosi riservata all’ospedale, mentre per Davide Zavattin non c’era già più nulla da fare.

Il dolore del fratello

Davide era molto conosciuto nel paese di Cinta Caomaggiore, motivo per cui questa tragedia ha colpito tutta la cittadina. Sul Corriere del Veneto sono state riportate le parole del fratello Elia, che sottolinea l’altruismo di Davide: “Era sempre pronto ad aiutare chiunque. Lui per qualsiasi cosa era disponibile”.
Proprio questo è il motivo dietro la tragica morte di Davide, che stava correndo a salvare una persona da un annunciato suicidio.

I Carabinieri stanno ancora facendo i rilevamenti per accertare la dinamica dell’incidente, mentre non è stato rivelato cosa sia successo alla persona che li ha spinti a quella corsa disperata che è costata la vita a Davide Zavattin.

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