A Brugherio sequestrato un allevamento di conigli e pollame. Un centinaio di animali viveva in pessime condizioni igieniche (Immagine di repertorio)

A Brugherio, in provincia di Monza e della Brianza, i carabinieri e le Guardie ambientali hanno sequestrato un allevamento di pollame e conigli. Un centinaio di animali, hanno scoperto gli agenti, vivevano in condizioni igienico-sanitarie pessime, circondati da feci e sporcizia. Ciò metteva a rischio anche la salute umana, oltre a violare le leggi sulla tutela animale. Il Codacons Lombardia ha infatti sottolineato la violazione delle norme basilari in materia di salute e benessere degli animali e importanti rischi per la salute delle persone vista la destinazione alimentare degli stessi”. La notizia si aggiunge alla lunga lista di inquietanti denunce dello stato di diversi allevamenti italiani.

Gabbie sporche e sovraffollate

Ciò che gli agenti hanno constatato durante l’ispezione dell’allevamento è sconcertante. Sovraffollamento nelle gabbie, mancanza di lettiere per gli escrementi. Ma anche mancanza di protezioni, in gabbie con punti sporgenti e taglienti. Ad aggravare le già precarie condizioni igienico-sanitarie, una grandissima presenza di insetti, dovuti alle esalazioni degli escrementi. Feci e liquami erano infatti dappertutto all’interno della cascina che ospitava gli animali, e ciò ha permesso a mosche e moscerini di moltiplicarsi. L’ispezione delle forze dell’ordine è avvenuta lo scorso 27 ottobre.

Condizioni igienico-sanitarie inammissibili

Dal sopralluogo, carabinieri e Guardie ambientali hanno constatato numerose violazioni normative.

Palesi infatti le condizioni precarie in cui gli animali venivano tenuti all’interno dell’allevamento. Conigli e pollame, precisa la testata locale Il Cittadino, erano destinati alla macellazione sia per il consumo degli allevatori che per la vendita. In totale, le forze dell’ordine hanno sequestrato e trasferito in un luogo consono 49 conigli e 44 tra polli e galline. L’accusa è di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, precisa Il Cittadino. Il tribunale di Monza ha successivamente convalidato il sequestro preventivo richiesto dalla Procura lo scorso 27 ottobre.