mano donna

L’incubo di una donna di 34 anni, Charlene Whyte, è iniziato in un pomeriggio come tanti nella sua casa di Peterhead, nel cuore della Scozia, e per la brutale aggressione di cui è stata vittima ha denunciato un amico 24enne ora condannato. Il nome di quest’ultimo, Thomas Chesterton, ha invaso le cronache britanniche dopo che i media hanno appreso i contorni del terribile attacco contro la donna. L’uomo, condannato dalla Corte di Aberdeen, avrebbe letteralmente sfigurato la vittima dopo averla sottoposta a una serie di devastanti torture, costringendola a scegliere se farsi tagliare le dita della mano con un coltello o essere massacrata a martellate.

Torturata e massacrata da un amico

Il resoconto delle violenze subite dalla 34enne scozzese Charlene Whyte sembra l’agghiacciante sequenza di un film dell’orrore, ma i segni sul volto della donna restituiscono una cruda e reale istantanea dei tragici fatti che hanno vista protagonista.

La notizia della condanna del suo presunto aguzzino, l’amico 24enne Thomas Chesterton, è stata rilanciata dai media nazionali fino a traboccare sulle cronache d’oltremanica, soprattutto per i dettagli terribili che costellano la dinamica ricostruita a processo.

Secondo quanto riportato dal Mirror, l’uomo condannato per le torture inflitte alla donna sarebbe una persona che lei avrebbe definito un amico fraterno” che non avrebbe mai dato il minimo sintomo di un simile epilogo.

Al culmine della brutale aggressione subita in casa a Peterhead, il 14 giugno scorso, e sottoposta a una serie di torture durate diverse ore, la vittima avrebbe riportato la frattura di un dito della mano ed ecchimosi su tutto il corpo, oltre al volto sfigurato dalle percosse.

Una donna coinvolta nell’aggressione

Nell’ambito dell’inchiesta sull’accaduto, secondo il quotidiano Scottish Daily Record, sarebbe emerso anche il profilo di una donna, la 24enne Charley Ironside, che avrebbe avuto un ruolo attivo nell’aggressione.

Anche lei a processo per i fatti di cui è stato accusato il coetaneo, avrebbe ammesso di aver partecipato alla fase iniziale delle violenze “trascinando la vittima per i capelli“.

I giudici l’hanno ritenuta colpevole di gravi lesioni.

L’ultimatum alla vittima: “Martello o coltello”

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto la 34enne a una devastante escalation di torture, addirittura proponendole un ultimatum dai contorni agghiaccianti: “Martello o coltello“.

Questa la ricostruzione fatta dalla vittima davanti agli inquirenti, secondo cui il 24enne le avrebbe detto: “Hai due possibilità: dita spezzate con un martello o tagliate con un coltello“.

A quel punto, ormai convinta di essere prossima alla morte, la vittima avrebbe ‘scelto’ di essere colpita a martellate: “Ha colpito prima la mia mano destra“, ha dichiarato la 34enne, sostenendo che i due imputati – per cui nei prossimi giorni sarà resa nota l’entità della condanna – “ridevano e si divertivanoa vederla soffrire.