conte e salvini

Nuovo scontro tra Conte e Salvini: questa volta il tema del contendere è un emendamento alla manovra che consentirebbe il pignoramento diretto nei conti correnti in caso mancato pagamento di imposte locali, come Imu e Tari. Matteo Salvini attacca immediatamente il Governo: “Se entrano nel tuo conto corrente per pignorare, secondo me siamo all’Unione sovietica fiscale, lo stato di polizia fiscale“, dice. Dalla sua Conte smentisce: “I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta“.

L’emendamento sotto attacco

Cosa ci sarebbe scritto in questo emendamento che sta mandando in confusione la politica?

Tutto parte dalla decisione del governo di creare norme atte a contrastare l’evasione, soprattutto a livello comunale.

Come ha funzionato fino ad adesso? Il Comune prima sollecitava il debitore a pagare po veniva emessa, sempre in seguito a mancato pagamento, la cartella esattoriale. Con questa nuova formula, invece, le prime due fasi si unirebbero: sollecito e cartella si uniscono e successivamente l’emendamento consentirebbe il pignoramento diretto nei conti correnti e sullo stipendio.

Oltre a Salvini, anche Simone Baldelli, Forza Italia, va all’attacco: “Il testo risulta vago e interpretabile.

Ma il governo si deve rendere conto che queste norme creano un effetto panico. Il governo deve chiarire“, riporta Il Sole 24 ore.

E le multe?

Da ieri si è diffusa l’idea che il pignoramento valga anche in caso di multe non pagate. La manovra, però, non prevede nulla di nuovo per quanto riguarda le contravvenzioni al Codice della strada. A cercare di fare chiarezza su questo punto è Il Fatto Quotidiano che chiarisce che questa novità non è nemmeno un emendamento, ma era già previsto nella legge di Bilancio di ottobre.