Scienze

Superbatteri: Italia prima in Europa per numero di decessi

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, le percentuali di resistenza agli antibiotici in Italia si mantengono più alte rispetto alla media europea. Presi in considerazione otto patogeni, tra cui lo Staphylococcus aureus e l’Escherichia coli
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L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di morti causate dall’antibiotico-resistenza. Sono i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in occasione della World Antibiotic Awareness Week, la settimana organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. In Europa i decessi causati da batteri resistenti agli antibiotici sono 33mila ogni anno, di questi oltre 10mila si verificano in Italia: “Gli ultimi dati disponibili – dichiara Annalisa Pantosti, responsabile della Sorveglianza AR-ISS – mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza delle specie batteriche sotto sorveglianza sono ancora molto alti, nonostante gli sforzi notevoli messi in campo finora”.

Le percentuali più alte in Italia

Già da tempo si conoscono i pericoli derivanti da un uso anomalo degli antibiotici. Sotto accusa è l’impiego, a volte eccessivo, in campo clinico e sopratutto nel settore degli allevamenti intensivi. Tutto ciò sta portando alla luce batteri via via più forti, in grado di resistere alle principali classi di antibiotici attualmente esistenti. Per gli otto patogeni presi in considerazione dall’Iss nel 2018 (tra cui lo Staphylococcus aureus e l’Escherichia coli), le percentuali di resistenza in Italia si mantengono più alte rispetto alla media europea, anche se in calo rispetto agli anni precedenti.

I rischi legati alla diffusione dei superbatteri

L’obiettivo della settimana mondiale, organizzata dall’Oms, è proprio quello di aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla diffusione dei superbatteri: “Questi germi sono coinvolti in infezioni prevalentemente ospedaliere; ad esempio le sepsi, le polmoniti, le infezioni delle vie urinarie – ha spiegato al Corriere della Sera Massimo Galli, professore di Malattie Infettive presso l’Università di Milano – Colpiscono soprattutto persone fragili, come gli anziani o chi ha poche difese immunitarie”.

Un piano di monitoraggio a livello regionale

In tale quadro, reso ancora più preoccupante dal numero di decessi sia a livello europeo che italiano, intervengono le istituzioni attraverso specifici organismi di controllo. L’Istituto Superiore di Sanità si sta muovendo con un attenta attività di monitoraggio effettuata in ogni Regione: “In questo contesto – conclude Annalisa Pantosti – il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza 2017-2020 rappresenta un’occasione per migliorare e rendere più incisive le attività di contrasto del fenomeno a livello nazionale, regionale e locale”.

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