cristiano malgioglio a verissimo

Momenti di grande emozione a Verissimo, il contenitore del sabato pomeriggio di Canale 5. In studio Cristiano Malgioglio racconta al pubblico la storia della sua vita, costellata di grandi successi ma anche importanti sofferenze. Una su tutte il lutto dell’amata figura materna.

Un’infanzia serena

Cristiano Malgioglio, ospite di Verissimo, è protagonista di un’intervista davvero commovente e che tocca molteplici argomenti. L’artista siciliano ripercorre inizialmente le principali tappe della sua vita, raccontando le sue origini: “Nasco a Ramacca, in Sicilia. Poi andai in Australia con i miei genitori, ero felice, sono sempre stato un bambino felice perché ho sempre avuto un affetto enorme.

Ma i miei genitori non amavano questo mio lavoro. La mia vita è completamente diversa e forse il desiderio di mia mamma era un altro. Io sono un uomo molto felice e allegro, ma ho avuto momenti particolari, come la mancanza di mia madre“.

Malgioglio ricorda la madre: “Era il mio pilastro

Il momento più brutto della sua vita è stato il momento in cui è venuto a conoscenza della morte dell’amata madre. Il paroliere rivela: “Sto raccontando cose della mia vita privata che non amo raccontare. Da bimbo non ho mai pianto, non sapevo cosa fossero le mie lacrime. Quando venne a mancare mia madre io versai tutte le lacrime del mondo, non smettevo mai di piangere…“.

Per Malgioglio è un passaggio della sua vita così drammatico che, in preda alla commozione, scoppia a piangere in studio di fronte ad una Silvia Toffanin davvero rattristata. “Mi manca troppo, era il mio pilastro“, prosegue poi, raccontando i dettagli di quel lutto: “A un certo punto la vedo la mattina, lei disse che non voleva lavarsi ma io la costrinsi, la lavai io, poi la salutai. Stavo facendo una serata, poi ad un certo punto ebbi un dolore fortissimo al petto, mi sentivo agitato.

Dopo parto da Palermo per raggiungere Milano e vedo due poliziotti che vengono verso di me, mi dicono che dovevo subito raggiungere casa e allora lì capii che mia madre era morta“.

Anni di grande sofferenza

Per Cristiano Malgioglio gli anni immediatamente successivi alla scomparsa della madre sono stati caratterizzati da grande sofferenza, come racconta: “Sono stati poi anni terribili, per non cadere in depressione ebbi la forza di andare da un’analista. Soo stato sotto cura per tre anni, non riuscivo più a scrivere. Mi sono curato con la musica, ascoltando voci che amo molto e ricominciai a scrivere dopo 4 anni. Un altro dolore fu che mia sorella Francesca era malata e venne a mancare. Soffriva di artrite“. Dichiarazioni inedite che il paroliere ha voluto però esternare durante questa intervista: “Questa è la mia vita che non ho mai raccontato. Era una famiglia bellissima, sana: l’unico pazzo sono stato io, però sono sempre stato un ragazzo molto saggio“.

L’importanza di due figure: Fabrizio De André e Miguel Bosé

Fondamentale nella vita di Cristiano Malgioglio è stata la presenza del grande cantautore Fabrizio De André: “Ho incontrato poi l’uomo che mi ha cambiato la vita: Fabrizio De André. Mi ha portato a Milano e mi ha abbandonato a Milano dicendomi che ce l’avrei fatta. Lì ho incontrato Dori Ghezzi e da lì diventò mia sorella. Invitai Fabrizio De André a Milano per farla incontrare e lì nacque un grande amore fra di loro“. Per quanto riguarda il capitolo amore, invece, Malgioglio conferma di aver voluto un grande bene per il collega Miguel Bosé, ma di non averlo mai amato: “Miguel Bosé era di una bellezza incredibile. Sono stato io il primo a spronarlo a cantare, ma nessuna casa discografica lo voleva. Gli voglio troppo bene“.