Anca Maria Murg in una foto dell'Europol

È il 20 novembre, una giornata come tante a Scafati, comune in provincia di Salerno. All’improvviso, il paese si ritrova catapultato sulla scena del crimine internazionale. Gli agenti del Nucleo Investigativo di Napoli irrompono in un bar in Via Nuova San Marzano per arrestare una donna di trent’anni, pelle chiara e capelli biondi, intenta a sorseggiare un caffè. Dietro al suo aspetto tranquillo si nasconde una delle latitanti più ricercate in ambito europeo per omicidio volontario, in fuga da ben 12 anni.

La killer dal tacco insanguinato

Anca Maria Murg, protagonista della vicenda, ha oggi 30 anni ma nell’ormai lontano 2007 era una giovane di 18 anni.

Nata e cresciuta in Romania, divenne tristemente conosciuta come “killer del tacco” nella notte del 16 settembre. Quella sera la giovane si recò in una discoteca di Tampa, vicino a Brașov, nella zona dei Carpazi.

Rimasta coinvolta in una discussione con un 18enne frequentatore del locale, le parole si tramutarono ben presto in violenza e degenerarono in una rissa. Supportata da altri due ragazzi, la Murg colpì il giovane rivale con calci e pugni, poi con una mazza da baseball e con un mazzo. L’atto efferato si concluse con l’azione che valse alla Murg il suo lugubre soprannome: la ragazza calpestò la testa della vittima con il tacco della scarpa.

Fuggitiva per 12 anni

Dopo la corsa in ospedale e due giorni di ricovero, il 18enne vittima dell’ira di Anca Maria Murg morì. Intanto era già iniziata la fuga della killer sanguinaria e dei suoi due complici. Dal 2010 pendeva sul suo capo un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità rumene. Per ben 12 anni la Murg è stata decisamente abile nel nascondere le sue tracce alla giustizia internazionale. Finalmente fermata dalle autorità italiane, ora Anca Maria Murg dovrà scontare i 20 anni di reclusione sentenziati in via definitiva dal tribunale rumeno di Hunedoara.

La caccia ai complici

Mentre la killer dal tacco insanguinato è stata arrestata, rimangono ancora a piede libero i due complici che la spalleggiarono nel violento omicidio del 2007.