Chiara Ferragni in primo piano e delle caviglie

Il diavolo vestiva Prada, le caviglie erano ancora tutte coperte (ci credete che vivevamo senza risvoltini?) e le barbe erano tendenzialmente molto più corte.

La moda degli anni ‘10 del nuovo millennio, segnati dall’esplosione dei social visuali, su tutti Instagram, è stata caratterizzata dallo stile Swag, dal ritorno dello stile Hipster e dalla rinascita commerciale di marchi del passato che pensavamo fossero ormai solo un lontano ricordo.

Dal 2010 al 2020, le nuove mode

Proprio i social network hanno avuto un ruolo fondamentale nel definire i nuovi canoni stilistici: gli odierni “idoli” sono youtuber, blogger, influencer, tutti giovanissimi, ricchissimi e impegnatissimi a dettare le tendenze modaiole, seguiti a ruota da migliaia di follower pronti a imitarli (per l’immensa gioia delle aziende).

Al posto della severa e temibile Anna Wintour, a dettarci gli acquisti in boutique oggi è la dolce e sorridente Chiara Ferragni, che, un selfie dopo l’altro, ha trasformato la sua “insalata bionda” in una miniera d’oro, capace di indirizzare i gusti di milioni di persone.

Chi ha invece deciso di puntare su uno stile “alternativo”, più Hipster, per scampare all’omologazione è rimasto probabilmente deluso vedendo questa subcultura di nicchia trasformarsi anch’essa in fenomeno di massa.

Tutto cambia, niente cambia

Interessante è stato anche il ritorno in voga di marchi che molti pensavano ormai caduti nel dimenticatoio e accessori che credevamo debellati: un bentornato allora alle scarpe di tela, alle calze di spugna, agli zainetti “da scuola” e ai marsupi (anche se usati a tracolla).

A mai più rivederli

Tra nuovi arrivi e graditi ritorni, abbiamo dovuto (purtroppo o per fortuna) dire addio ad alcuni vezzi dei primi anni 2000.

Sicuramente di qualcosa sentiremo la mancanza, ma forse possiamo accettare a cuor leggero di non vedere più ombelichi in libertà e “bacchette” usate come fermacapelli, ormai si sà, servono per il sushi.