allevamento intensivo di galline in gabbia

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), fa sapere che l’Italia è tra i principali paesi a fare uso di antibiotici negli allevamenti.

Queste sostanze verrebbero somministrate maggiormente nelle produzioni intensive, per permettere agli animali di sopravvivere alle dure condizioni di vita. L’uso eccessivo e continuativo di antibiotici rischia di rendere gli animali più suscettibili alle infezioni e potrebbe avere conseguenze anche sui consumatori.

La notizia arriva proprio in questi giorni, mentre si sta svolgendo la settimana mondiale contro l’antibiotico resistenza.

Antibiotici negli allevamenti

Dati alla mano, l’Italia si posiziona al secondo posto per consumo di antibiotici su animali. Peggio di noi solo Cipro. É vero, rispetto agli scorsi anni l’utilizzo è diminuito, ma resta comunque al di sopra della media europea.

Il nostro Paese, poi, è ben lontano dagli obiettivi raggiunti da alcuni Stati del Nord Europa.

Qui, l’uso di antibiotici negli allevamenti ha subito una drastica riduzione, grazie a leggi stringenti e gravi sanzioni. In Italia, purtroppo, i controlli sono ancora inefficaci e gli appelli lanciati dalle associazioni ambientaliste quasi sempre finiti nel dimenticatoio.

Quanti antibiotici si utilizzano in Italia negli allevamenti?

Si calcola che nel Belpaese il 70% degli antibiotici venduti sia destinato alla somministrazione su animali sani. Continuando così, indeboliremo sempre di più le difese immunitarie delle bestie, rendendole incapaci di difendersi anche da virus e batteri più comuni.

Una tendenza che dovrà obbligatoriamente essere invertita. Infatti, grazie ad un Regolamento europeo, a partire dal gennaio 2022 sarà vietato l’uso routinario degli antibiotici, inclusi i trattamenti preventivi effettuati sugli animali. L’Italia dovrà quindi correre ai ripari per arrivare preparata, migliorando le condizioni igieniche degli allevamenti e riducendo gradualmente l’utilizzo di antibiotici.

Cos’è l’antibiotico resistenza?

Dal 18 al 24 novembre si celebra la settimana dedicata all’antibiotico-resistenza, istituita dall’OMS. Legato all’abuso di farmaci, il fenomeno ha provocato la crescente preoccupazione delle organizzazioni sanitarie mondiali. Infatti, la resistenza agli antibiotici è in grado di selezionare virus e batteri resistenti alle normali cure antibiotiche.

Infezioni sempre più pericolose e difficili da debellare che già oggi in Italia hanno causato più di 10.000 morti. E il rischio non arriva solo dal consumo diretto. Sempre più evidenze dimostrano come l’uso di antibiotici sugli animali da allevamento possa indurre l’insorgenza di condizioni patologiche nell’uomo.

É importante che i Governi si impegnino a prendere in seria considerazione i rischi connessi all’uso indiscriminato di antibiotici, impegnandosi anche a sensibilizzare la popolazioni su questa minaccia invisibile, ma estremamente pericolosa.