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A Domenica In ospite speciale di Mara Venier è Paolo Bonolis. Il conduttore presenta nel contenitore domenicale di Rai 1 il suo libro intitolato Perché parlavo da solo, un insieme di scritti, riflessioni e racconti che ripercorrono la sua vita.

L’ospitata di Paolo Bonolis a Domenica In

Paolo Bonolis è ospite a Domenica In da Mara Venier. Il conduttore si concede in un’intervista dai mille contenuti che, fra ironia, risate e confessioni importanti, emoziona ed intrattiene. Bonolis ricorda l’importanza che i nonni hanno rivestito nella sua vita ma che purtroppo non hanno potuto osservare ed apprezzare la luminosa carriera del nipote: “I miei nonni non hanno visto niente della mia carriera, io invece ho visto loro morire.

Ho avuto questo rapporto sereno con il fatto che prima o poi si muore“. Il conduttore racconta poi come riesce a gestire l’emozione quando si trova su un palco o a conduttore uno show: “L’emozione ce l’abbiamo tutti dentro, l’importante è in cosa la trasformi. Io la trasformo in una allegria un po’ euforica. Essere emozionato non vuol dire avere paura, ma essere concentrati. Essendo uno spettacolo leggero, serve trasformarla in energia“.

Paolo Bonolis presenta il libro Perché parlavo da solo

In Perché parlavo da solo, Paolo Bonolis ha voluto raccogliere tutti gli scritti, i pensieri e le riflessioni di cui si è fatto portavoce nel corso della sua vita e della sua carriera professionale. Il conduttore dichiara: “Ho deciso di scrivere il libro perché parlavo da solo. Molto spesso parlavo con me stesso, senza nessuno. Poi pensando potesse essere scambiata per una patologia, ho scritto il libro. Alcune persone hanno pensato che ci si potesse scrivere un libro, allora lo abbiamo fatto.

Sono i miei pensieri, di un uomo di 50 anni. Avrei voluto leggere un libro scritto da mio padre, lui non scirsse e quindi questo libro vorrei arrivasse ai miei figli”.

Aneddoto commovente su papà Silvio

La famiglia per Paolo Bonolis è sempre stata una componente fondamentale della sua vita, in particolare il rapporto con papà Silvio. Il conduttore lo ricorda così: “Papà se ne andò 17 anni fa, poco prima che nascesse la mia primogenita del secondo matrimonio, quello con Sonia“. Poi racconta un aneddoto sulla figura paterna, dall’epilogo davvero inaspettato: “Papà mi disse che quando sarebbe nata la bambina, avrei dovuto portare a Sonia un mazzo di rose bianche.

Accadono delle cose attorno a noi, c’è dell’impalpabile. Mio papà mi disse questo, poi morì e queste rose non me le ricordai. Quando è venuto maggio, sul nostro terrazzo sono fiorite rose tutte bianche. Chiesi al giardiniere se fosse possibile questa cosa, e lui mi disse di no. Erano fiorite sempre rosse, quella volta fiorirono tutte bianche”.

L’esperienza a Sanremo: “Hugh Grant se la tirava tanto

Ma nella carriera di Paolo Bonolis c’è stato spazio anche per una duplice, intensa, opportunità: il conduttore infatti è stato direttore artistico del Festival di Sanremo per ben 2 volte. Ecco le sue parole: “Nel 2005 e nel 2009 sono stato direttore artistico di Sanremo. Mi sono divertito molto, volevo che la gente si divertisse. Fu un Festival pazzesco nel quale cambiammo tantissime cose, era divertente di contenuti, è stata una bella emozione migliorata nel 2009. È stata una bella esperienza“. Poi svela quanche retroscena sugli ospiti internazionali che calcarono il palco dell’Ariston nel 2005, quando Bonolis condusse il Festival canoro: “Fra gli ospiti, il più difficile è stato Hugh Grant. Se l’è tirata tanto, andavamo da lui per proporgli cosa fare e lui diceva sempre “no”. È scesa poi Antonella e ha cantato, ma non ha beccato una nota e Hugh Grant credo abbia poi cominciato a drogarsi. Mentre il più gagliardo è stato nel 2005 Will Smith. Con lui ci siamo molto divertiti. Invece Tyson era impressionante, è gigantesco ma ha una vocina piccola“.

Il rapporto con Luca Laurenti

Inevitabile, poi, non parlare dello speciale rapporto che lega Paolo Bonolis al collega ed amico di vecchia data Luca Laurenti. La coppia ha collaborato per diversi programmi e il pubblico ha saputo apprezzarli nel corso degli anni per la loro simpatia ed imprevedibilità. Il conduttore spende parole di grande affetto per il collega: “Con Laurenti mi diverto molto. Luca ormai è una sorta di fratello, ormai è 30 anni che siamo insieme. La bellezza di Luca è che non prende niente sul serio e ci divertiamo insieme perché lui è altrove, vive in una dimensione tutta sua. Questa sua profonda diversità da tutti noi è affascinante. L’unica cosa che abbiamo in comune tutti noi è la diversità. Con lui è come attraversare ogni volta un confine“.