gianluigi nuzzi contro wanna marchi a live

A Live – Non è la D’Urso il primo argomento di discussione della puntata di stasera riguarda i vip che sono stati in carcere per svariate ragioni. Barbara D’Urso, in particolare, ha invitato nel programma Lele Mora e Wanna Marchi, che sfideranno le 5 agguerritissime sfere.

La nuova vita di Wanna Marchi e Stefania Nobile

È opportuno dare una seconda possibilità a personaggi popolari che sono stati in carcere? Questo è il primo tema di discussione di Live – Non è la D’Urso e, a mettersi contro il giudizio dei 5 “sferati”, sono Lele Mora e Wanna Marchi. I due personaggi pubblici sono stati infatti in carcere per differenti motivi e, proprio su loro due, si concentra il dibattito: hanno diritto o meno a rifarsi una nuova vita?

La prima ad esporsi è Wanna Marchi, che racconta com’è ora la sua vita: “Io non lavoro più, però mia figlia ha fatto dei locali in Albania che adesso ha venduto. Noi siamo innamorate dell’Albania, vogliamo bene agli albanesi anche perché è un popolo buono“. Poi un riferimento all’Albania, recentemente colpita da un drammatico terremoto: “Stiamo facendo di tutto per mandare all’Albania ogni tipo di cose, vestiti, abiti, mangiare“.

La rabbia di Gianluigi Nuzzi: “I disperati si rispettano

Fra i 5 sferati, il più agguerrito sembra essere il giornalista Gianluigi Nuzzi, che conosce bene la storia di Wanna Marchi e della figlia Stefania Nobile e non perdona il loro comportamento.

Madre e figlia sono state accusate di truffa nel settore delle televendite e per questo hanno scontato 9 anni di carcere. Il giudizio di Nuzzi è secco: “Ritengo Wanna Marchi non solo la regina delle truffe. Lei ha diritto di rifarsi una vita, però devo dire che quello che lei ha fatto è irrecuperabile. Non l’ho mai vista bussare alle porte di tutte le persone che ha truffato.

Io avrei dedicato tutti i soldi che avevo ad aiutare queste persone. Una seconda vita è concessa a tutti, ma credo che tra Lele Mora e Wanna Marchi, lui può anche aver sbagliato, ma la tristezza che c’è in lui si vede e non ha l’arroganza di dire che quelli che ha truffato sono dei def****nti. I disperati si rispettano“.

Lele Mora: “Arrivai a montarmi la testa

Ma anche su Lele Mora i giornali di cronaca consumarono chilometri e chilometri di inchiostro. L’ex agente dello spettacolo è stato accusato di bancarotta ed evasione fiscale per una condanna a 6 anni di carcere. Dopo la scarcerazione, Lele Mora ha tentato di riprendere in mano la sua vita riflettendo sui propri errori. A Live – Non è la D’Urso racconta le sue impressioni: “Che siano cose belle o brutte, il tempo non torna più indietro. Andiamo avanti e cerchiamo di fare cose migliori in futuro, di essere più buoni e di non montarsi più la testa. Io sono arrivato ad un certo momento in cui mi sono montato la testa“.