Le tre attrici che hanno raccontato le storie dei loro nonni

Le attrici Helena Bonham Carter, Kristin Scott Thomas, Carey Mulligan e l’attore Mark Rylance hanno deciso di raccontare, attraverso un documentario dedicato agli 80 anni del secondo conflitto mondiale,  il coraggio dei loro nonni, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale hanno sfidato il nazismo, pur di salvare le vite di numerosi ebrei.

Il coraggio dei nonni di Helena Bonham Carter

Partiamo dalla storia del nonno di Helena Bonham Carter, che nel 1940 svolgeva il lavoro di segretario nell’ambasciata spagnola a Parigi. Per una settimana, giorno e notte, ha stampato e firmato centinaia di passaporti per permettere la fuga in Spagna e poi in Portogallo di potenziali vittime del nazismo.

Ogni firma segnava un tentativo di salvare una vita dai nazisti, completando un visto che sperava avrebbe permesso a questi innocenti una via di fuga dall’orrore del regime di Hitler. Un’esperienza, quella della guerra, che ha lasciato inevitabilmente dei segni, sia dal punto di vista fisico che morale.

Mentre i nonni materni erano un mix di culture europee, in parte spagnoli, francesi ed ebrei,  i nonni paterni di Helena erano 100% britannici e alcuni erano addirittura membri dell’establishment inglese. Il trisnonno di Helena Bonham-Carter era il Primo Ministro HH Asquith, mentre la nonna, Violet Bonham Carter, non solo era una politica liberale.

Proprio quest’ultima interveniva personalmente per aiutare i rifugiati ebrei a sfuggire alle persecuzioni naziste. Ma non solo, essendo molto anticonformista,  sfidava le convenzioni prestando servizio, in tempo di guerra, facendo la guardia ai raid aerei, durante i bombardamenti.

I nonni di Scott Thomas, Carey Mulligan e Mark Rylance

Altrettanto toccanti le storie delle altre celebrità. Il nonno di Carey Mulligan, Denzil Booth, ad esempio, prestò servizio nella Royal Navy come ufficiale Radar negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Perse due dei suoi amici più cari quando la sua nave fu colpita da un kamikaze giapponese.

Mark Rylance ha scoperto che suo nonno, Osmond Skinner, un banchiere dell’HSBC, si unì coraggiosamente alla Forza di difesa volontaria di Hong Kong e, con poco addestramento militare, si ritrovò a combattere la battaglia di 17 giorni per difendere la colonia dai giapponesi nel dicembre 1941. Fu fucilato e catturato il giorno di Natale.

William, il nonno paterno di Kristin Scott Thomas, invece, ha salvato migliaia di truppe a Dunkerque nel corso della Seconda Guerra Mondiale . Ma non solo, ha anche sopportato le difficoltà di otto convogli artici. Tutti racconti, quelli dei nonni di queste star, che dimostrano l’orrore della Seconda Guerra Mondiale, mettendo in risalto il lato buono delle persone che non hanno avuto paura di affrontare il nazismo, pur di salvare altre vite.