Primo piano di Enrico

Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in una conferenza alla Camera sul tema. L’Italia chiederà di graziare Chico Forti, connazionale condannato all’ergastolo dallo Stato della Florida nel 2000. Lui ringrazia e invia un messaggio a Di Maio.

Il caso Chico Forti

Quello del connazionale Enrico “Chico” Forti è uno dei casi più combattuti tra la giustizia italiana e quella americana, sin da inizio secolo. Era il 1998, infatti, quando il velista e produttore televisivo di Trento fu arrestato a Miami, in Florida. Nel 2000 è stato condannato per l’omicidio premeditato di Dale Pike, figlio Anthony Pike col quale Chico Forti aveva in piedi una trattativa per un hotel a Ibiza.

Secondo la giuria che lo ha ritenuto colpevole, Chico Forti il 15 febbraio ha ucciso Dale Pike su una spiaggia di Miami. Il movente sarebbe stata una truffa scoperta, cosa che lo fece condannare all’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola.
Ancora oggi, tuttavia, Chico Forti si proclama vittima di un errore giudiziario e sono stati numerosi i governi e i ministri che hanno accolto la sua causa, chiedendone il riesame o la scarcerazione.

L’Italia chiederà la grazia

In passato altri Ministri degli Esteri hanno provato a richiedere la revisione del caso. Ci ha provato Giulio Terzi di Sant’Agata, ma anche Emma Bonino. La giustizia americana, tuttavia, è sempre stata inflessibile.
Oggi, durante una conferenza alla Camera incentrata proprio sulla vicenda di Chico Forti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha annunciato di voler chiedere la grazia agli Stati Uniti. “La richiesta da fare subito, in maniera forte, diplomatica, con tutte le nostre risorse con gli Usa, è la grazia” sono le parole riportate dall’Ansa.

Per questo, Fraccaro intende incontrare il governatore della Florida per avanzare la richiesta.
Tuttavia, Fraccaro mette le mani avanti e come riporta TgCom24 ha aggiunto: “Non dobbiamo illudere nessuno, ma nemmeno far sentire meno la nostra vicinanza“.

Il messaggio di Chico Forti

A margine della conferenza, voluta dal M5S da sempre attivo sul caso, è arrivato anche un messaggio da parte dello stesso Chico Forti, in carcere in Florida da 19 anni. Il messaggio è per l’attuale Ministro degli Esteri, Di Maio: “Indipendentemente dal risultato che otterrai – riporta l‘Ansaun grazie a te, Luigi, per esserti preso a cuore la mia situazione“.


Ti considero un amico – dice Chico Forti – Tu hai già diritto di richiedere la commutazione di sentenza perché l’Italia è a credito. Abbiamo rilasciato vari cittadini americani inclusi in Italia con sentenze equiparate alla mia“. Da qui la richiesta avanzata di Forti: “Perché io non posso ricevere lo stesso trattamento? Ho passato vent’anni in catene per un delitto che non ho commesso“.

Un messaggio di rabbia

Forti ha sempre proclamato la sua innocenza e sono in tantissimi a credergli, tra cui personalità politiche e del mondo dello spettacolo.

In tutti questi anni, inoltre, non si è dato pace.
Questo mio è un messaggio di rabbia, così vent’anni mi hanno trasformato“, riporta l’Ansa. Forti vuole solo “tornare in Italia, vivere il resto della mia vita da libero cittadino“. Infine attacca gli Stati Uniti per la “giustizia spudoratamente negata dal Paese che si proclama leader dei diritti umani.

Le parole dell’avvocato

Alla conferenza è intervenuto telefonicamente anche l’avvocato di Forti, Joe Tacopina, che ribadisce come sia stata presentata una richiesta di trasferimento. La priorità, dice l’avvocato nelle parole riportate da Rai News, è portare a casa Chico Forti e continuare da qui la battaglia per la verità e la sua innocenza.

Questo caso è diventato più politico che legale – ha aggiunto l’avvocato Tacopina – La cosa che può fare il governo italiano è continuare a insistere con forza per ottenere il cambiamento delle persone che hanno l’autorità di liberare Chico Forti“.